Professionalità 2.0

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La rete, scrive Roberto Scano, è ancora vista come «luogo insicuro, in cui la truffa sta dietro l’angolo». Per questo motivo, sono nate «nuove figure, l’esperto di sicurezza informatica o per il trattamento dati personali». E oggi, con il Web 2.0, «le attività più ricercate sono gli esperti di social network e le società che si occupano di monitorare la rete». È arrivato il momento di regolamentare tutte queste professionalità, per le quali non esiste ancora un riconoscimento?

Commenti

  1. Filippo scrive:

    Il web e le nuove tecnologie sono tra i pochi settori nei quali i giovani avranno la possibilità di trovare un valido percorso lavorativo. Ma la mia impressione è che qui da noi chi lavora in questo ambito, a tutti i livelli, viene ancora oggi considerato poco più che uno “smanettone”. Vale per i grafici, per gli editor, per i programmatori e anche per i giornalisti. Fino a che non ci sarà un riconoscimento “culturale” ad ampio raggio sarà dura sperare in una regolamentazione di qualsiasi genere. E’ comunque importante iniziare a parlarne. Filippo.

  2. [...] iniziamo a parlare di rete ed economia della rete con esperti di altri settori. In poche parole, discutiamone! [fb [...]

  3. Roberto Scano scrive:

    Concordo Filippo, tema dei prossimi articoli sarà senz’altro la problematica che hai segnalato, ovvero il mancato riconoscimento delle diverse professionalità in un settore importante come la comunicazione in rete.

  4. dxdavide scrive:

    Purché il riconoscimento delle professionalità non finisca di fatto per essere un modo di proibire una libera attività, dove l’ingegno e la fantasia sono essenziali. Se nascesse un’ordine dei programmatori e fosse proibita questa attività a chi non appartenesse all’ordine, sarebbe la morte per nuove idee (in questo campo sono essenziali al progresso dell’attività), magari nate da uno “smanettone”. Meglio lasciare le cose come stanno, forse c’è più libertà.