03/02/2012
postato il 11/05/2010 ore 10:00
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Nel marzo 2007 lo strillo più popolare dei giornali suonava così: «L’Europa fa il pieno di energia solare». Come? Facilissimo: con un accordo «vincolante e con tanto di multe». È di allora, infatti, la legge passata alla storia per la pedante monotonia del suo nome: 20-20-20. E che altro non fu che il parto di qualche mente malata, come ora vedremo. Il primo 20 si riferisce alla volontà europea di ridurre del 20% le emissioni di CO2 entro 10 anni da oggi. Orbene, siccome l’attuale produzione elettrica europea da nucleare (oltre 100 GW prodotti) evita all’Europa emissioni per meno del 10%, ridurle di un ulteriore 20% significherebbe dover almeno triplicare il parco nucleare europeo. Ma per produrre altri 200 GW elettrici che non immettano CO2 in atmosfera l’Europa dovrebbe installare 200 nuovi reattori nucleari, dovrebbe cioè impegnare circa €600 miliardi. Peccato che i reattori nucleari in costruzione nel continente europeo siano 17, di cui 2 nei Paesi dell’Unione: come si vede, il primo 20 è semplicemente impossibile da raggiungere. Anzi, per essere precisi, anche un 2 sarebbe impossibile da raggiungere.
Il secondo 20 si riferisce alla pretesa di elevare al 20% la quota di produzione energetica da rinnovabili, che attualmente è dell’8%. Per minimizzare gli sforzi, allora, bisognerebbe dimenticarsi del nucleare e cercare di raggiungere gli obbiettivi del primo 20 servendosi delle tecnologie eolica e fotovoltaica: prendere due piccioni con una fava, insomma. Già , ma produrre 200 GW richiede un impegno economico o di €1000 miliardi per l’installazione, in Europa, di un milione di turbine eoliche o di €10.000 miliardi per l’installazione dei tetti fotovoltaici necessari. Ci parrebbe allora che un obbiettivo impossibile da raggiungere quando richiede un impegno economico pari a 600 sia ancora più impossibile da raggiungere se l’impegno economico fosse 1000 o, addirittura, 10.000. O no?
Il terzo 20 – che si riferisce alla pretesa di elevare del 20% l’efficienza energetica – è in contraddizione col secondo 20 perché le tecnologie eolica e fotovoltaica sono in assoluto le più inefficienti sul mercato: hanno costi elevatissimi e rese insignificanti, e ogni incremento della quota d’energia da queste tecnologie farebbe diminuire anziché aumentare l’efficienza energetica.
In conclusione, più che rivisto o corretto, il 20-20-20 andrebbe cancellato e non se ne dovrebbe più parlare: ce lo dice l’aritmetica. In Italia, ad esempio, si potrebbe cominciare con l’abolire la legge-truffa del Conto-energia, quella cioè che preleva direttamente dalle bollette elettriche degli utenti quanto serve per remunerare a mezzo euro il kWh elettrico prodotto col fotovoltaico (il kWh elettrico è quotato 6 centesimi alla Borsa elettrica).
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