CLIMA E CONSENSO SCIENTIFICO

Franco Battaglia

di Franco Battaglia

postato il 12/05/2010 ore 16:14

  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • OkNotizie

condividi questo articolo

Quando Al Gore decise di assillare l’intera umanità coi rischi che essa correrebbe per via del riscaldamento globale antropogenico, il pezzo forte del suo ragionamento fu quello del consenso scientifico: «science is settled», amava dichiarare. La scienza del clima è tutt’altro che settled e, semmai, è la responsabilità umana che è settled, nel senso che sappiamo con certezza che l’uomo non c’entra. In ogni caso, il consenso nella scienza è un concetto non solo utopico e mai esistito ma, comunque, irrilevante. Nessuno scienziato che si rispetti vi farebbe mai appello, perché la scienza non si fonda sul consenso, né sull’autorità di alcuno. La scienza si fonda solo sui fatti, e solo questi sono il giudice ultimo di qualunque affermazione che voglia essere scientifica.

Nel caso del contributo umano al clima, esso fu legittimamente congetturato dal fatto che la CO2 è un gas-serra e che il pianeta è, oggi, più caldo di 150 anni fa, cioè dall’inizio dell’era industriale. La congettura è stata abbandonata quando si è scoperto che 1) il pianeta è, oggi, più caldo non di 150 anni fa, ma di 400 anni fa; 2) il pianeta fu più caldo di oggi in passato (ad esempio, 1000 anni fa, durante l’Optimum climatico medievale); 3) non v’è alcuna correlazione temporale tra le emissioni antropiche, esponenzialmente e senza sosta crescenti, e le temperature globali la cui crescita ha subito inversioni (1940-75) e arresti (dal 1998 a oggi); 4) non v’è alcuna correlazione spaziale tra la teoria e le misure: quella prevede un accentuato riscaldamento della troposfera equatoriale a 10 km dalla superficie terrestre, queste registrano, lassù, un rinfrescamento.

Il Nongovernmental International Panel on Climate Change (NIPCC) si è dato lo stesso compito dell’IPCC, e cioè di valutare criticamente la letteratura esistente sulle responsabilità umane sul clima, ed è giunto a conclusioni opposte, e cioè: la natura, non l’attività dell’uomo, governa il clima. Quello dell’NIPCC è un dettagliato e corposo Rapporto di oltre 700 pagine – il cui Summary è disponibile anche in italiano – e si conclude con la dichiarazione della inconsistenza della congettura secondo cui l’uomo sarebbe responsabile dell’attuale riscaldamento globale. Orbene, quella dichiarazione è sottoscritta da oltre 31.000 scienziati, di cui oltre 3800 fisici dell’atmosfera e geologi, quasi 1000 matematici o statistici, oltre 5800 fisici, oltre 4800 chimici, quasi 3000 biologi, oltre 3000 medici e oltre 10.000 ingegneri. Primo firmatario della petizione è Frederick Seitz che, recentemente scomparso, fu presidente della American Physical Society, prima, e della National Academy of Sciences americana, poi. Si veda: www.climatechangereconsidered.org.
Tutto ciò, abbiamo già detto, lo consideriamo irrilevante; ma dimostra come l’argomento del consenso scientifico e dell’autorità è non solo irrilevante in generale ma, nel caso specifico, semplicemente falso.

COMMENTA

Commenti

  1. [...] This post was mentioned on Twitter by giovannino and Camelot, Enzo Reale. Enzo Reale said: A proposito del famoso consenso scientifico sul riscaldamento globale: http://bit.ly/9JjrB7 [...]