31/01/2012
di Redazione
postato il 19/07/2010 ore 13:30
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19 lug. – “Noi non siamo chiusi a prescindere, valuteremo la disponibilita’ della maggioranza ad accogliere alcune proposte di modifica. Ma segnaliamo due limiti: il rischio di un eccessiva riduzione delle risorse agli atenei e il possibile scivolamento verso un provvedimento ’spot’ che non affronti i temi critici del mondo universitario”. Cosi’ il presidente dei senatori dell’Udc, Gianpiero D’Alia, spiega al VELINO la posizione del proprio partito nei confronti della riforma dell’Universita’, che approdera’ in aula a Palazzo Madama giovedi’ prossimo. Il provvedimento, voluto dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, poggia su alcuni pilastri fondanti: l’introduzione di criteri di merito per la distribuzione delle risorse agli atenei piu’ “virtuosi”, lo “stop” ai “baroni”, piu’ autonomia concessa alle singole universita’, il blocco delle assunzioni per chi non ha i bilanci a posto. La maggioranza tira dritto verso l’approvazione rapida del ddl delega, nel frattempo si cerca di capire come andra’ la discussione in assemblea. Il Pd ha mostrato una chiusura quasi totale, cosi’ come l’Idv. Api e Udc, invece, non chiudono al governo. “Confermiamo che, se verranno accolte alcune modifiche, siamo pronti a votare a favore della riforma dell’universita’” ha detto il leader di Alleanza per l’Italia, Francesco Rutelli, che nello scorso fine settimana ha partecipato a un convegno con il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello. Non e’ l’unico segnale di apertura dall’opposizione. “Noi non chiudiamo a prescindere, valuteremo” ha aggiunto D’Alia, capogruppo dell’Udc a Palazzo Madama. “Ovviamente ci sono cose che non vanno e che alimentano le nostre perplessita’ e i nostri dubbi: i tagli di 3,5 miliardi di euro, forse 4, rischiano di essere dannosi. Perche’ l’Italia ha bisogno di una riforma del mondo accademico, ma non si puo’ riformare solo razionalizzando. Delegare poi tutti i temi piu’ importanti al governo e’ pericoloso perche’ si corre il rischio che si arrivi a un provvedimento che affronti tutto in maniera molto generica. In pratica – ha spiegato D’Alia -, solo uno spot”. L’Udc, quindi, chiede che venga introdotto un “sistema di controllo della qualita’ degli atenei” e presentera’ diversi emendamenti, tra i quali uno che – sulla scia di una proposta arrivata dalla maggioranza – punta all’abolizione del valore legale del titolo di studio. “Noi avanzeremo proposte – ha concluso D’Alia -, se il governo le accettera’ e dimostrera’ di voler superare le criticita’ che abbiamo segnalato il nostro atteggiamento sara’ positivo”. (Velino)
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