LA SCUOLA STA INNOVANDO LA SCUOLA

Roberto Scano

di Roberto Scano

postato il 21/07/2010 ore 07:30

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di Roberto Scano – Il titolo dell’articolo sembra un gioco di parole ma rende chiara la tematica e gli attori coinvolti. Nella stampa tradizionale si sente sempre parlare della scuola come qualcosa di vecchio, dove i docenti sono sempre pronti a lamentarsi, dove i dirigenti scolastici lamentano la mancanza di fondi persino per i generi di prima necessità. Ma la scuola è anche molto altro e ciò che sta avvenendo nel settore ICT lo dimostra. Negli ultimi mesi ho avuto modo di poter conoscere da vicino due diverse iniziative che coinvolgono docenti e dipendenti degli uffici scolastici regionali e provinciali (ex provveditorati) in un’opera di “contaminazione culturale” alla diffusione e all’uso delle tecnologie.

Il primo progetto è nato in Lombardia, su base volontaria dall’USR Lombardia e con l’entusiasmo di un gruppo di docenti. L’iniziativa si chiama “Porte aperte sul Web” (www.porteapertesulweb.it). Il progetto ha lo scopo di migliorare progressivamente il livello di accessibilità ai disabili dei siti web delle scuole, delle reti di scuole e, parallelamente, dei siti dell’amministrazione scolastica della Lombardia, attraverso l’intervento su alcuni siti di scuole pilota e la disseminazione delle best practices sul territorio regionale e di diffondere le esperienze attraverso l’utilizzo del sito regionale e dei siti delle scuole coinvolte nella sperimentazione. Questa iniziativa, anche a seguito di attività formative del MIUR per l’educazione all’uso di soluzioni open-source per la realizzazione di informazioni e servizi istituzionali, ha prodotto una corposa serie di materiali di autoformazione nonché dei modelli di siti scolastici liberamente scaricabili e predisposti per le più diffuse piattaforme opensource.

Da circa un anno è on line anche un’altra piattaforma collaborativa con un nome che vuole essere allo stesse tempo un’incitazione e una presa di posizione: La scuola che funziona. Nel sito curato da Gianni Marconato si trovano tutti gli strumenti dei più noti social network: chat, mail, forum, wiki. Obiettivo del sito è permettere agli insegnanti di mettere in condivisione le proprie conoscenze, discutendo poi delle trasformazioni didattiche, culturali e tecnologiche della scuola di oggi. Come ha dichiarato Marconato, «c’è una scuola che funziona, fatta di tanti bravi insegnanti che producono belle iniziative». E visti i tanti docenti che partecipano ai gruppi nel forum o che lanciano proposte e idee nel sito, non c’è dubbio che l’insegnamento che trova nel Web la sua dimora più confortante riesce qui a disegnare un volto nuovo delle pratiche didattiche di oggi.  La scuola che funziona non è aperto solamente a docenti di ogni tipo di scuola, ma a genitori, ragazzi, professionisti che non praticano l’insegnamento.

Un’interessante iniziativa lanciata dal gruppo “la scuola che funziona” in occasione del Veneziacamp 2010, e che sta avendo risalto anche all’estero, è “Il manifesto degli insegnanti” (http://www.manifestoinsegnanti.it/) dove in tredici punti si propone una sorta di “giuramento” dell’insegnante, un po’ come il giuramento di Ippocrate.

La scuola quindi innova, funziona e tutto senza costi per l’amministrazione.

Commenti

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