di Redazione
postato il 29/07/2010 ore 13:51
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29 lug. – Esattamente 60 anni fa, in data 29 luglio Il Giornale d’Italia pubblicava una lettera che denunciava gli sprechi di allora nel nostro Paese: 1200 macchine dell’autoparco governativo, che costavano complessivamente 2 miliardi di lire all’anno. La riportiamo per intero.
Da “Il Giornale d’Italia” del 29 luglio 1950:
MILLEDUECENTO
Che cosa?… Lire no, sarebbero poche. American girls? Nemmeno, sarebbero troppe. Allora, che cosa… Milleduecento macchine. Da scrivere? No. Da cucire? No. Da fare il bucato? Nemmeno. Insomma?… Macchine da auto marciare, da auto partire, da autocorrere avanti e indietro clacsonando, da andar di qua e di là per la città , di su e di giù per il contado, macchine con le ruote di gomma, insomma, tirate da molti focosi cavalli che nessuno vede. E dove sono codeste milleduecento macchine?… A Roma, perbacco! Nei “garages”?… Si, dei ministeri. Appartengono all’autoparco del Governo. Il Governo ha l’autoparco, quarantacinque milioni e passa di italiani non hanno nè l’auto nè il parco.
E che se ne fa il Governo di 1200 macchine? Oh bella, si automuove, si automena, si autoscorazza. Ma come, se i Ministri sono quindici e i Sottosegretari trenta? Milleduecento diviso 45 fa ventisei col resto di trenta: allora ognuna di codeste 45 eccellentissime persone si serve di 26 macchine e mezza?… Si serve d’una sola macchina, qualche volta di due o tre, ma le altre le mette a disposizione dei gabinettisti, dei direttori generali, dei capidivisione, dei vicecapi, dei sottocapi e dei vice sottocapi, i quali se l’autospasseggiano da casa ai Ministeri e dai Ministeri a casa per la importantissima ragione che soffron tutti agli arti di sotto. Non v’hanno mai detto perchè a Roma la A.T.A.C. è sempre deficitaria?… Perchè alcune decine di migliaia di ottimi cittadini non sanno nemmeno come son fatti i trams e i filobus. Appartengono tutti allo Stato, agli enti parastatali, alle aziende autonome dello Stato, al Comune. Vanno forse tutti a piedi? No, vanno tutti in macchina, invece. E’ più comodo e più economico: innanzi tutto, non affaticano i piedi, e ognuno sa quanto questo sia importante per poter lavorare di cervello, eppoi non consumano scarpe, consumano gomma e benzina pagate dallo Stato, o dal Comune con denaro dello Stato. Si calcola che le sole 1200 macchine dell’autoparco governativo costino complessivamente due miliardi di lire all’anno. So bene che nella vorticosa danza dei miliardi, che stiamo ballando da alcuni anni a questa parte, quei due miliardini qualsiasi non si vedono, ma so meglio che, sino a 40 anni fa, i Ministeri non disponevano che di una carrozza a due cavalli, una sola, che serviva unicamente per il signor Ministro. Gli altri, Sottosegretari compresi, erano tutti appiedati.
Milleduecento macchine, per, non son tutte. Ci son gli autoparchetti degli Istituti parastatali e delle aziende autonome, come quella della strada, dove vanno in macchina perfino gli uscieri e gli stradini, ci son le macchine a disposizione degli uffici governativi periferici, Prefetture, Ispettorati, provveditorati, intendenze e sopraintendenze, sicchè, se è vero che il Ministro Pella vuol ridurre del 50 per cento questa costosissima autobaracca, vedrà che le automobili governative sono, in Italia, alcune decine di migliaia.
Tutto questo è democrazia. Fra tant’altre belle cose, democrazia significava una volta, al tempo dei Governi liberali, rispetto del denaro pubblico, secondo il costume dei Luzzatti, dei Giuffrida, dei Paratore e d’altri valentuomini. Adesso, se domandate ad un funzionario statale che cosa sia democrazia, vi risponderà : La democrazia è una bella macchina governativa davanti il portone di casa, con l’autista che si leva il berretto aprendo lo sportello.
Chib.
Oggi le auto blu risultano essere 90.000 circa, come emerge dal censimento voluto dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. I costi sfiorano i 4 miliardi l’anno. Mentre il costo medio di un’auto “blu-blu” (comprensivo di addetti, gestione, mantenimento e manutenzione) raggiunge 142.000 euro l’anno.
Le rilevazioni sono ancora in corso, ma se il monitoraggio del ministero della pubblica amministrazione porterà una riduzione del numero di auto blu in Italia, con un conseguente risparmio per lo Stato, il ministro Brunetta avrà compiuto davvero un miracolo.