03/02/2012
di Redazione
postato il 29/07/2010 ore 16:00
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29 lug. – Le banche prestano di più ai peggiori pagatori, ossia ai grandi gruppi industriali. Un rapporto anomalo che tradisce il potere di condizionamento delle aziende molto grandi sugli istituti di credito e che prescinde dalla costante crescita delle sofferenze addebitabili ai grandi clienti.
Lo sostiene Giuseppe Bortolussi, presidente della Cgia di Mestre, sulla base dei dati forniti dalla Banca d’Italia: “In Italia costituiscono poco più dello 0,1 per cento del totale delle imprese (circa 3.700 su un totale di oltre 4.500mila aziende) e danno lavoro a circa il 20 per cento degli occupati nel Paese. Ma nei rapporti con le banche vantano un record veramente sorprendente. Stiamo parlando dei grandi gruppi industriali presenti in Italia che hanno sempre meno un ruolo determinante nell’economia del Paese, ma nei rapporti con il sistema creditizio dettano ancora le condizioni. In pratica, il primo 10 per cento degli affidati riceve il 78 per cento del totale dei prestiti erogati dalle bancheâ€.
Prestiti, fanno notare dalla Cgia, che tecnicamente sono definiti come finanziamenti per cassa. Una tipologia di finanziamento che copre oltre l’84 per cento del totale dei finanziamenti erogati dal sistema bancario italiano. Peccato che questa grande generosità rivolta alle grandi imprese non sia ricambiata. Infatti, le sofferenze a carico di questi clienti così ‘“privilegiati†(ovvero sempre il primo 10 per cento degli affidatari) è pari al 78,5 per cento del totale. Insomma, pur non essendo dei buoni pagatori, le banche continuano a premiarli.
“Appare evidente, salvo forse qualche rara eccezione – dichiara Bortolussi – che questo 10 per cento di maggiori affidati non sono certo piccoli imprenditori o famiglie o lavoratori autonomi, ma quasi esclusivamente grandi società o gruppi industriali. E visto che il trend delle sofferenze a carico dei maggiori affidati degli ultimi anni è passato dal 72,8 per cento del 2000 al 78,5 per cento del primo trimestre di quest’anno, possiamo dire che le banche italiane ormai sono molto condizionate dalle grandi imprese. Queste ultime sono quelle che ricevono i maggiori finanziamenti e per contro presentano i tassi di insolvenza più elevati. Non vorremmo che questa anomalia fosse dovuta al fatto che nella grande maggioranza dei casi nei consigli di amministrazione dei più importanti istituti di credito italiani sono presenti proprio questi grandi imprenditori o manager a loro molto viciniâ€.
Più in dettaglio i numeri elaborati dalla Cgia di Mestre rivelano che “al 31 marzo 2010, l’ammontare dei prestiti erogati era pari a 1.352,7 miliardi di euro. Di questi, ben 1.055,1 di euro sono stati stanziati al primo 10 per cento degli affidatari. Per contro, la quota delle sofferenze totali sui finanziamenti per cassa effettivamente erogati dal sistema bancario italiano era pari a 62,8 mld di euro. Di questi, il 78,5 per cento (pari a 49,3 mld di euro) era in capo al primo 10 per cento dei maggiori affidati. Da notare che in questi ultimi 10 anni le sofferenze addebitabili a questi grandi clienti sono aumentate di 5,7 puntiâ€.
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