25/01/2012
di Helene Pacitto
postato il 29/07/2010 ore 20:05
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29 lug. – Via libera del Senato al ddl Gelmini. L’aula di Palazzo Madama ha dato l’ok al provvedimento 152 con voti favorevoli, 94 contrari e un astenuto. Hanno votato “si’” anche i senatori di Alleanza per l’Italia. Secondo Francesco Rutelli, infatti, “la riforma dell’universita’ rappresenta una pagina positiva dell’attivita’ del Senato con indubbi profili riformatori”. Molto critica Italia dei valori, con il senatore Francesco Pardi che ha parlato di un progetto “non di riforma, ma di implosione delle strutture universitarie”. Contraria anche l’Udc. “Il testo e’ solo l’apprezzabile tentativo di incidere sul sistema dell’alta formazione – ha spiegato il capogruppo centrista, Gianpiero D’Alia – attraverso una serie di ‘vorrei ma non posso’ per l’assenza di risorse e per la impossibilita’ di abbattere le forti resistenze interne al mondo sindacale e baronale dell’universita’”. Per Luigi Zanda, vicecapogruppo del Pd a Palazzo Madama, e’ “presuntuoso chiamare questa una riforma dell’universita’” che “impedisce a un’intera generazione di partecipare alla ricerca universitaria” e “mette il paese a margini della sfida internazionale”. Soddisfatta invece la maggioranza. Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo del Pdl in Senato, ha definito il ddl una riforma “importante”: “Il provvedimento marca nel suo intento una profonda differenza con le caotiche riforme degli ultimi decenni. E’ una svolta: razionalizza il sistema eliminando i troppi sprechi che hanno portato allo sfascio i bilanci di molti atenei e avvia un percorso virtuoso per un diverso impiego delle risorse”. Ora il testo passa alla Camera.
Ecco le principali novita’ che cambieranno il volto del mondo accademico: CODICE ETICO PER ATENEI - Dovra’ essere adottato entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge e dovra’ individuare “in modo puntuale i casi di incompatibilita’ e di conflitto di interesse e predisporre opportune misure per evitarli”. La misura e’ stata decisa con l’obiettivo di combattere “lobby e nepotismo” e dar la possibilita’ di poter svolgere una carriera universitaria in base al reale merito.
- I BILANCI DEGLI ATENEI - I bilanci dovranno essere trasparenti e pubblicati on line. Annualmente il rettore presentera’ al cda e al Senato accademico “una relazione concernente i risultati dell’attivita’ di ricerca” nonche’ “i finanziamenti ottenuti da soggetti pubblici e privati”. La relazione sara’ poi pubblicata sul sito dell’Ateneo. Se il rettore non ottemperera’ ai suoi obblighi, rischia delle penalita’ nella ripartizione delle risorse. E’ previsto il blocco delle assunzioni per le universita’ che chiudono i bilanci annuali in rosso. Per gli atenei poco virtuosi, inoltre, esclusione dalla ripartizione dei fondi relativi agli anni 2008-2009. Non solo: le universita’ che spendono piu’ del 90 per cento dei finanziamenti statali (Fondo di Finanziamento Ordinario) in stipendi non potranno bandire concorsi per docenti, ricercatori o personale amministrativo. Spiraglio, e parziale deroga al blocco, per gli atenei che chiudono in pareggio o risparmiano: “Possono procedere ad assunzioni di personale nel limite di un contingente corrispondente ad una spesa pari al cinquanta per cento di quella relativa al personale a tempo indeterminato complessivamente cessato dal servizio nell’anno precedente”. Inoltre, tale somma “per una quota non inferiore al 60 per cento” va destinata all’assunzione di nuovi ricercatori. I bandi di concorso per posti da ricercatore gia’ banditi sono esclusi dal turn over (si tratta di 2.300 ricercatori). Esclusi anche gli enti di ricerca (secondo il ministero, in totale verranno assunti 4.000 ricercatori). Grazie a un emendamento del relatore approvato in aula, gli atenei che conseguono la “stabilita’ e la sostenibilita’ del bilancio, nonche’ risultati di elevato livello nel campo della didattica e della ricerca”, possono “sperimentare propri modelli organizzativi e funzionali”. GRADUATORIE UNIVERSITA’
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