di Redazione
postato il 16/08/2010 ore 17:38
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16 ago. – Il Quirinale interviene su un’intervista al Giornale del vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera, Maurizio Bianconi, per dire basta “a gratuite insinuazioni e indebite pressioni”.
“In una intervista apparsa sul quotidiano Il Giornale domenica 15 agosto, l’on. Maurizio Bianconi, vicepresidente del gruppo dei deputati del Pdl, si è abbandonato ad affermazioni avventate e gravi sostenendo che il presidente Napolitano “sta tradendo la Costituzione” – si legge nella nota del Colle -. Essendo questa materia regolata dalla stessa Carta (di cui l’on. Bianconi è di certo attento conoscitore), se egli fosse convinto delle sue ragioni avrebbe il dovere di assumere iniziative ai sensi dell’articolo 90 e relative norme di attuazione. Altrimenti le sue resteranno solo gratuite insinuazioni e indebite pressioni, al pari di altre interpretazioni arbitrarie delle posizioni del Presidente della Repubblica e di conseguenti processi alle intenzioni”.
La nota del Quirinale sembra prendere a pretesto l’intervista dell’onorevole Bianconi per rivolgere un monito erga omnnes e per far capire che nessuno può sentirsi autorizzato ad attribuire al presidente della Repubblica qualsivoglia opinione sulle decisioni che prenderà in un senso o nell’altro se dovesse aprirsi una crisi formalizzata in parlamento. Significativo il riferimento ai “processi alle intenzioni” che sarebbero “conseguenti” ad “altre arbitrarie interpretazioni delle posizioni del Presidente della Repubblica”.
Insomma, Napolitano sembra deciso a difendere un profilo di garanzia e di neutralità istituzionale. Se sarà crisi – e non sembra sia questo lo sbocco delle tensioni attuali che il Colle si augura – dovrà essere parlamentarizzata con un voto di sfiducia. In quel caso, le consultazioni serviranno al Quirinale per capire se esistono o meno le condizioni per far nascere un governo che ottenga la fiducia dei due rami del Parlamento.
Ma un governo con Lega e Pdl costretti all’opposizione è già stato bocciato da Pierferdinando Casini, consapevole dei traumi politico-istituzionali ma anche sociali che innesterebbe un’operazione del genere. I margini per evitare le elezioni, se davvero dovesse essere aperta una crisi di governo, sarannno molto ridotti. E diffiiclmente potranno essere evitate se Berlusconi e Bossi resteranno uniti come sembra che siano nel rifiutare il tentativo di far azzerare con operazioni di palazzo il risultato dell’ultima tornata elettorale. E il primo ad esserne consapevole è proprio Napolitano.
Del resto, lo ha ribadito Fabrizio Cicchitto, con una nota garbata nei toni ma ferma nella sostanza: “Noi abbiamo il massimo rispetto per il presidente Napolitano e non seguiamo certamente la linea a suo tempo portata avanti dal PCI quando provoco’ le dimissioni di Leone malgrado che il suo comportamento fosse stato ineccepibile e quando cerco’ invano di raggiungere l’impeachment di Cossiga.
Indipendentemente dalle espressioni usate dall’on. Bianconi, noi in tutti questi giorni, abbiamo riaffermato questa posizione di fondo: perseguiamo l’obiettivo positivo di ottenere la fiducia e il sostegno del Parlamento su quattro punti qualificanti sui quali si concentrera’ l’attivita’ del governo; invece, nel caso in cui questa fiducia della maggioranza del Parlamento non venga ottenuta, allora riteniamo che si debba andare al voto degli italiani e non si debba dar vita a governi tecnici o di transizione. Questa valutazione politica di fondo la abbiamo sottoposta e la sottoponiamo, con il rispetto che sempre abbiamo avuto, alla riflessione del Presidente della Repubblica”.
Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, da parte sua ha dichiarato ad Affaritaliani.it che “se viene meno la maggioranza che ha vinto le elezioni, Napolitano non può decidere una congiura di Palazzo. Ipotesi diverse sarebbero un’attentato alla Costituzione e non mi pare che Napolitano sia una persona che si avventuri su percorsi di questa natura contrari alla sovranità popolare”.
Immediata e pungente la replica di Filippo Penati, capo della segreteria politica del Pd: “Gasparri ha pronunciato parole gravi accostando il capo dello Stato alle congiure di Palazzo. Si lasci in pace il presidente della Repubblica e soprattutto se ne rispettino poteri e funzioni nel quadro della Costituzione”.