31/01/2012
di Helene Pacitto
postato il 21/08/2010 ore 17:51
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21 ago. – Nuovo vertice, a palazzo Grazioli, per il premier Silvio Berlusconi. Dopo quello di ieri dedicato alla situazione politica, durante il quale è stato approvato un documento in cinque punti (federalismo fiscale, fisco, Mezzogiorno, giustizia e sicurezza) sul quale il leader del Pdl chiede la fiducia o elezioni a dicembre, l’attenzione oggi si è concentrata sull’organizzazione dei club e dei circoli e sulla presenza del partito sul territorio.
Il presidente del Consiglio ha colto l’occcasione per rilanciare la sfida: non sono ammesse “furbizie” da parte dei finiani e senza un accordo pieno l’unica alternativa resta il voto.
Berlusconi su questo punto è stato chiaro: nessuna fiducia al 95%, come aveva fatto intendere Italo Bocchino in merito alla “road map†di settembre. Il piano in cinque punti deve essere votato al 100 per cento, avrebbe detto il premier, su questo “non tratto, prendere o lasciareâ€.
La creazione di un vero e proprio partito da parte di Fini, che a suo dire in questo momento sarebbe circondato da cattivi consiglieri, per il Cavaliere sarebbe lo “strappo finaleâ€. Anche perchè come ha spiegato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, “i cinque punti presentati dal presidente Berlusconi indicano le linee di azione del governo per i prossimi tre anni, in sintonia con le richieste degli elettori. Davvero non è pensabile che chi è stato votato per realizzare questo programma non possa mettersi di traversoâ€.
All’incontro di questa mattina erano presenti, tra gli altri, il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, il sottosegretario Bonaiuti, Marcello Dell’Utri, Michela Brambilla, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, i capigruppo alla Camera e al Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, il vicecapogruppo del Pdl al Senato, Gaetano Quagliariello, e il sottosegretario all’Attuazione del programma, Daniela Santanchè.
Prima di fare il suo ingresso nella residenza romana del premier, Gasparri, ai microfoni di Sky tg 24 ha spiegato: ”Dal partito è arrivata una proposta coerente e concreta. Se ci sarà la stessa coerenza e la stessa concretezza da parte di tutti andremo avanti fino alla fine della legislatura. Questo è il nostro obiettivo”.
Il presidente dei senatori del Pdl si è poi soffermato sul processo breve: “È una nostra priorità , è già stato approvato dal Senato – ha detto – ed è un punto del nostro programma. Sono convinto che ci sarà un’ampia maggioranza sul documento programmatico approvato nel vertice di ieri. Se c’è qualcuno che intende derogare a questo fatto, l’unica alternativa è il voto”.
Al termine dell’incontro, il capogruppo del Pdl alla Camera Cicchitto ha mandato un messaggio chiaro ai finiani: “in questo momento ci vuole serietà e non furbizia, c’è una riforma globale della giustizia da realizzare e all’interno di questa riforma c’è anche il processo breve. Non mi sembra – ha aggiunto rispondendo in particolare al capogruppo di Fli, Italo Bocchino – che sia il momento dei furbi, è il momento delle persone serie. Noi abbiamo presentato 5 punti sui problemi della società italiana tra i quali c’e’ l’uso politico della giustizia. Non si può dire che si è d’accordo su alcune cose e poi magari non impegnarsi proprio sull’uso politico delle giustizia. Noi siamo stati chiari devono essere chiari anche gli altri”.
Cicchitto ha quindi chiarito che il Pdl è pronto ad affrontare in Parlamento la verifica sui 5 punti illustrati ieri da Berlusconi, ma che la riunione di oggi è servita anche per ragionare sull’ipotesi del voto anticipato.
“Dobbiamo prepararci ad una presenza sul territorio nella quale ci dobbiamo misurare sia con la concorrenza che abbiamo con la Lega, sia con operazioni di contestazione che abbiamo da questa roba, da questa nuova aggregazione di Futuro e libertà . Quindi – ha rilevato – il Pdl va rilanciato sul territorio in modo capillare”.
E a questo proposito il premier ha dato mandato al Pdl di costituire in tempi brevi le “Squadre della libertà â€, una struttura che si occuperà di radicare il Pdl sul territorio in vista anche di possibili elezioni anticipate. Allo studio ci sarebbe la possibilità di dotarla di tre coordinatori.
Secondo il premier, comunque, se si dovesse tornare alle urne non ci sarebbe nessun problema con la Lega, che pur crescendo non dovrebbe drenare molti voti al Pdl. Quest’ultimo, infatti, secondo le sue stime, dovrebbe ottenere il 36-38 per cento.
La risposta dei finiani al Pdl è affidata a Italo Bocchino e Fabio Granata. Il provvedimento sul processo breve, ha spiegato il capogruppo dei deputati di Fli, “non fa parte del programma del governo, nè credo che sia una priorità del paese in questo momento”, tuttavia Futuro e libertà “è pronta a discutere nel merito”.
Ma, ha aggiunto replicando a Cicchitto, “non accettiamo aut-aut. Se se ne deve discutere ne discuteremo nel merito. Innanzi tutto vediamo qual è l’obiettivo di quel provvedimento e su quali e su quanti processi queste norme interverranno. Voglio ricordare che quel testo era stato accantonato per due ragioni. Le perplessità del presidente Fini, ma anche perché una serie di sondaggi che il governo aveva effettuato per sondare il Quirinale avevano chiaramente fatto intendere che anche lo stesso presidente della Repubblica aveva sollevato qualche perplessità ”.
Del documento uscito dal vertice di ieri del Pdl “discuteremo e decideremo con l’indicazione decisiva del Presidente Fini – ha affermato Granata, vicepresidente della commissione nazionale Antimafia – ma restano fortissime perplessità su processo breve e doppio Csm e si dovrà discutere anche sul punto relativo ai respingimenti e sulla materia concreta dei decreti attuativi il federalismo fiscale e sulle politiche di sostegno al Sud. Non è più una questione di falchi e colombe, ne và del futuro della destra legalitaria e repubblicana e dell’Italia”.
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