I FINIANI GARANTIRANNO LA FIDUCIA AI 5 PUNTI PROGRAMMATICI DEL GOVERNO BERLUSCONI

VERTICE PDL, FINI: LODEVOLI INTENZIONI, ASPETTIAMO I FATTI

di Redazione

postato il 21/08/2010 ore 10:18

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21 ago. – “Lodevoli intenzioni che meritano la nostra attenzione”. Gianfranco Fini, in serata, valuta così l’esito del vertice del Pdl e il programma su cui Berlusconi chiede la prova di fedeltà. Con un apprezzamento che viaggia insieme a una constatazione: “Alcune di queste intenzioni, che riguardano il Mezzogiorno e il fisco, sono state a lungo da noi auspicate”.- scrive LA REPUBBLICA – E con una manifestazione di prudenza: ‘Tutto dipenderà da come queste intenzioni verranno tradotte nei rispettivi disegni di legge’.

Parole che testimoniano di una contenuta soddisfazione da parte del presidente della Camera, fatta trapelare negli stessi minuti in cui i suoi uomini – falchi e colombe insieme – registrano un’apertura, da parte del Pdl, che potrebbe essere la premessa per la ripresa del dialogo.

La sensazione comune, fra i finiani, è che l’ipotesi di elezioni da ieri è più lontana. “Non ci saranno né in autunno né in primavera”, confida uno dei luogotenenti dell’ex leader di An. Uno di quelli – e non sono pochi – che hanno notato come nel documento letto da Berlusconi al termine del summit di palazzo Grazioli non si faccia mai cenno alla possibilità di un ritorno alle urne.

Una cosa è certa: i finiani in parlamento garantiranno al governo la fiducia sui 5 punti elencati dal premier. ‘È scontato’, dice il capogruppo alla Camera Italo Bocchino. Quel documento, secondo Bocchino, ‘è condivisibile al 95 per cento’. Anche perché dallo stesso parlamentare è giudicato ‘lapalissiano’. ‘Nessuna sorpresa’, insomma.

Ma piuttosto la presa d’atto che ‘gran parte’ degli obiettivi enunciati da Berlusconi ‘sono già nel programma del Pdl’. E ciò, per Italo Bocchino, rappresenta ‘una vittoria di Fini’.

Si chiude così la giornata del confronto a distanza. Con l’apprezzamento guardingo da parte del presidente della Camera. Ma le incognite restano tante. Rimane quella del processo breve: ‘Non è nel programma e dunque non abbiamo alcun vincolo nei confronti degli elettori – spiega Bocchino – Certo, se il premier ce lo chiede, ci spiega ed è chiaro quanti procedimenti potrebbero saltare noi siamo disposti a votarlo. Anche se non è da escludere un distinguo in sede di votazione alla Camera’.

Ci sarà da discutere su un argomento che, fa rilevare Fabio Granata, ‘insieme a quello del doppio Csm ha sempre suscitato forti perplessità’. La strategia dei finiani, in realtà, è già delineata: sulla giustizia Fli non alzerà il tiro, ma solo se il governo non proporrà la norma transitoria che potrebbe mandare in prescrizione i processi in corso (fra cui quelli a carico del presidente del Consiglio). E questo è destinato a rimanere un punto di frizione nella maggioranza in lite. Gli esponenti di Futuro e Libertà hanno annotato le dichiarazioni soft di Berlusconi sugli attacchi del Giornale e Libero al presidente della Camera: ‘Mai fatta alcuna sollecitazione’, ha detto il Cavaliere.

Ma Giuseppe Consolo, anima garantista del gruppo, si sarebbe atteso ‘qualche parola in più, in segno di rispetto, nei confronti della terza carica dello Stato vittima di un’ingiusta campagna mediatica senza precedenti’. E Granata fa comprendere come Futuro e Libertà voglia cogliere un segnale distensivo anche su questo fronte per irrobustire il filo del dialogo: ‘Chiunque ha attivato questa campagna, ora la disattivi’.

Se i moderati non celano la loro soddisfazione (Giorgio Conte parla di ‘nuovo capitolo nella maggioranza’), i duri mettono da parte i toni polemici: “Il documento del Pdl? La montagna ha partorito il topolino, ma finalmente si ritorna alla politica”, dice Carmelo Briguglio.