23/10/2010
di Helene Pacitto
postato il 27/08/2010 ore 12:44
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27 ago. – Un altro milione circa di persone e’ sfollato nelle ultime 48 ore nel Sindh, nel Pakistan meridionale, mentre le inondazioni continuano a devastare il Paese. Lo hanno reso noto oggi le Nazioni Unite a Islamabad.
”E’ ancora alta la preoccupazione per il sud”, ha detto una portavoce dell’Onu, Stacey Winston, durante una conferenza stampa. ”Nelle ultime 48 ore circa un milione di persone e’ sfollato”, ha aggiunto. Nei giorni scorsi le Nazioni Unite ha detto che almeno sei milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case a causa delle inondazioni che colpiscono il Pakistan da circa un mese.
“La crisi umanitaria in Pakistan, oltre a mettere in ginocchio uno dei Paesi piu’ instabili del pianeta, rischia di rilanciare i taleban. Il gruppo Tehrik-e Taliban, secondo l’Intelligence statunitense, ‘progetta attacchi agli stranieri che portano aiuti’. Il portavoce Azam Tariq – si legge sulla STAMPA – ha confermato in un comunicato che gli Stati Uniti e altri Paesi non si stanno concentrando solo sui bisogni degli alluvionati ma hanno anche ‘altre’ intenzioni: ‘Nessun sostegno sta arrivando alle persone colpite e, dal momento che le vittime non ricevono aiuto, quest’orda di stranieri per noi non e’ affatto accettabile. E quando diciamo che qualcosa e’ inaccettabile per noi, ognuno puo’ tirarne le conclusioni’. Una prospettiva che ha spinto le Nazioni Unite a rivedere le misure di sicurezza approntate da quando e’ cominciata l’emergenza. ‘Saremo costretti a ritardare l’invio di aiuti’, ha spiegato un funzionario governativo pakistano. Islamabad ha ordinato l’evacuazione di mezzo milione di persone minacciate da nuove inondazioni. Nella provincia di Sindh sono minacciate tre citta’: ‘Abbiamo lanciato l’allerta per Sujawal, Mirpur Bathoro e Daro’, la cui popolazione complessiva e’ di 400 mila abitanti, ha spiegato Hadi Bakhsh Kalhoro, funzionario del distretto di Thatta. L’acqua minaccia anche il villaggio di Garhi Khuda Bakhsh, dove sono sepolti Benazir Bhutto e la sua famiglia. Ma e’ sugli sfollati che si concentrano le maggiori preoccupazioni. Il problema principale e’ l’acqua potabile. Muhammad Shakeel, di Medici senza frontiere, denuncia ‘che moltissime famiglie abbiano ricominciato a bere acqua prelevata con le pompe, sicuramente contaminata’. La paura e’ che si scateni ora una terribile epidemia di colera. Secondo di dati raccolti dai medici di Msf sul posto, i casi di diarrea acuta, che puo’ causare la morte soprattutto nei bambini, sono gia’ oltre 1600 e sono tutti legati alla mancanza di acqua potabile e alle carenze alimentari. Ma e’ proprio l’arrivo e la distribuzione degli aiuti ad alimentare le polemiche. La Caritas ha denunciato ieri che oltre 200 mila sfollati cristiani e 150 mila indu’ nel Punjab sono tagliati fuori dagli aiuti umanitari e sono ancora in attesa di ricevere una minima assistenza per sopravvivere. Secondo la Caritas, la stessa sorte di abbandono e discriminazione ‘in base alla fede’ tocca ad altri 600 mila sfollati nel Sindh, fra cristiani e indu’. ‘Questi sfollati cristiani e indu’ mancano di tutto, attendono impotenti senza alcun rifugio – ha detto all’Agenzia Fides un volontario -. La loro sopravvivenza e’ a forte rischio’”.
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