03/02/2012
di Helene Pacitto
postato il 30/08/2010 ore 13:10
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30 ago. – Quale legge elettorale è la migliore per battere Silvio Berlusconi? Ă questo lâinterrogativo che anima il dibattito tra i leader del centrosinistra. Secondo Massimo DâAlema, intervistato oggi da Repubblica, non si può ârischiare di tornare al voto con questo sistemaâ che âfa comodo solo a Berlusconi, che col 38 per cento dei consensi può farsi eleggere al Quirinale, e chiudere i giochi per sempreâ.
Le vie alternative a tale legge elettorale sono, secondo DâAlema, o il doppio turno alla francese âche seleziona in anticipo le forze in campo, e potrebbe interessare all’Udcâ o âil sistema tedesco, proporzionale con lo sbarramento, che rompe la rigiditĂ dello schema âblocco contro blocco”.
Questâultima è senza dubbio da tempo quella privilegiata dallâex premier perchĂŠ âcon il sistema tedesco noi potremmo convogliare un campo vasto di forze, dall’Udc alla Lega, e creare un assetto tendenzialmente bipolare, anche se non bipartitico, dove si andrebbe alle urne con cinque, massimo sei partiti, con un centro forte che si allea con la sinistra, con la sfiducia costruttiva, con una buona stabilitĂ dei governi, che volendo potremmo persino rafforzare con l’introduzione di una clausola anti-ribaltone”. Il sistema tedesco, insomma, sarebbe lâunico in grado di garantire a Bersani di poter costruire la sua âalleanza per la democraziaâ.
Il senatore del Pd Stefano Ceccanti, con una nota su Facebook, ha mosso dure critiche alle dichiarazioni di Massimo DâAlema. Il sistema tedesco, infatti, secondo il costituzionalista del Pd non pone un chiaro vincolo elettorale e non assicura lâalleanza col centro.
âPremesso che dopo il voto il “centro forte”, ammesso che ci fosse, potrebbe anche decidere di allearsi a destra, o comunque con chi gli offre di piĂš, a cominciare dalla Presidenza del Consiglio, è evidente che – ha spiegato Ceccanti – tutto ciò ha ben poco a che fare sia con lâUlivo, vecchio o nuovo come da recente rilancio di Bersani, sia col Pd, che non sono nati come forze di sinistra per farsi poi traghettare al governo dal âcentro forte”.
Il senatore propone quindi il ritorno al sistema maggioritario cosĂŹ come aveva giĂ fatto la scorsa settimana Walter Veltroni dalle pagine del Corriere della Sera, secondo cui câè bisogno di âriformare la legge elettorale dando forma, per esempio attraverso i collegi uninominali e le primarie per legge, a un moderno e maturo bipolarismoâ.
Dalle pagine dellâUnitĂ , invece, è in corso una campagna per la reintroduzione della precedente legge elettorale: il mattarellum che prevedeva un sistema misto tra collegi uninominali e quota proporzionale. Ma i sostenitori di questa proposta prevedono l’obbligo di indire le primarie in ogni collegio uninominale qualora si ritornasse al “mattarellum”, ma anche nel caso in cui l’attuale legge elettorale non venisse modificata. Secondo lâex ministro Beppe Fioroni, infine, la legge elettorale si può cambiare solo âin maniera condivisaâ e riconsegnando ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti.
”Non vogliamo offrire ancora a Berlusconi – ha spiegato Fioroni nel corso di un dibattito alla Festa democratica di Firenze – la possibilita’ di farsi compatire nel ruolo di vittima di una minoranza che diventa maggioranza cambiando le regole in corsa. Inoltre esistono anche due condizioni irrinunciabili da soddisfare: garantire stabilitĂ al Paese e offrire al cittadino la piena chiarezza sulla coalizione che andra’ a votare, nonche’ sul candidato premier”.
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