03/02/2012
di Redazione
postato il 01/09/2010 ore 08:12
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01 set. – “Misera speculazione politica ai danni dell’Italiaâ€. Così il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha definito le polemiche dell’opposizione sulla visita a Roma del rais libico Muammar Gheddafi. “Abbiamo visto sulla stampa internazionale grande enfasi sugli affari, sull’aumento dei rapporti economici italo-libici – ha osservato il titolare della Farnesina a margine di un intervento all’Università di Washington a Roma – e questo viene fatto legittimamente dai nostri competitor, cioè quelli che gli affari vorrebbero farli al posto dell’Italiaâ€.
Il caso è tuttavia diverso se le critiche partono dall’opposizione interna “perché lo fa contro l’Italiaâ€. Frattini si è poi detto in disaccordo con l’Avvenire, che in un duro editoriale aveva definito “increscioso e urtanteâ€, nonché “poco serio e irrispettoso†l’andamento della visita del colonnello. Pur ammettendo la rilevanza degli accordi economici stretti tra Italia e Libia, il quotidiano della Cei aveva condannato in prima pagina la “sessione di propaganda islamica†di Gheddafi con hostess italiane e la sua ipotesi di Europa islamizzata.
“Ogni giornale ha la sua legittima opinione da sostenere. Ma questa opinione non la condividoâ€, ha commentato Frattini. “Al di là delle modalità e delle espressioni usate dal leader Gheddafi – ha ribadito il capo della diplomazia tricolore -, questa è stata una visita che conferma il ruolo importante dell’Italiaâ€.
“Non è un caso che il nostro sia l’unico Paese che ha rotto i ponti con il passato fascista e coloniale. Altri paesi, anche europei, non l’hanno fattoâ€, ha concluso il ministro degli Esteri.
Più bisbigliata la protesta di oltretevere: ieri Radio Vaticana e Osservatore romano hanno sorvolato su quanto stava accadendo. Oggi l’emittente radiofonica ha scelto la strada delle interviste per commentare la visita del rais, con un sacerdote esperto in materia, collaboratore del dicastero per il dialogo interreligioso e con monsignor Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, spesso interrogato su questi temi.
Bassissimo profilo per il quotidiano d’oltretevere, che si limita alla cronaca politico-finanziaria, riferendo alcune battute sull’immigrazione e dei vertici di carattere economico.
Nessun cenno alle “lezioni†sull’Islam e alle 500 hostess con cui si è intrattenuto il leader libico. A protestare, dalle colonne di Repubblica, è stato invece monsignor Robert Sarah, segretario di Propaganda Fide, africano di nascita, per cui quello di Gheddafi “non è stato un atto di rispetto e di delicatezza nei confronti del Santo Padre e dell’Italiaâ€.
Per il vescovo “parlare di un continente europeo da convertire in blocco all’Islam è una cosa senza senso†anche perché “sono le singole persone che decidono in coscienza†la loro appartenenza religiosa. Forti polemiche ha sollevato in effetti l’auspicio di Gheddafi che l’islam diventi la religione dell’Europa. Affermazioni sulle quali è lecito avanzare qualche dubbio.
Secondo quanto racconta al Tg di La7 una delle due hostess “infiltrate†inviate da Enrico Mentana ad assistere alla “lezione†di Gheddafi, il leader libico non avrebbe mai detto che l’Islam colonizzerà l’Europa, ma “ha detto che visto il grande numero di musulmani ci sono ormai in Europa e visto che loro si riproducono molto di più di noi cristiani – questi sono dati -, secondo lui nel corso della storia avverrà che i musulmani saranno in maggioranzaâ€.
Un allarme o una minaccia? Il pensiero corre alla Turchia che preme alle porte dell’Europa, ma la stessa Libia chiede 5 miliardi per “fermare l’immigrazione clandestina, altrimenti a furia di immigrati che avanzano l’Europa stessa potrebbe diventare Africaâ€.
Le parole di Gheddafi non piacciono a politici cattolici come Maurizio Lupi e Mario Mauro (in attesa di vedere la posizione che prenderà Famiglia cristiana, che per ora intervista monsignor Mogavero), che sulla Stampa firmano un intervento in cui si chiede che lo spettacolo finisca: “Quel richiamo alla necessità che l’Islam diventi la religione dell’Europa ha una portata dirompente (…).
È ancora opportuno offrire il nostro Paese come palcoscenico per gli spettacoli del rais? (…) Ormai nessuno sembra più essere cosciente del reale pericolo che rappresentano quelle parole (…) perché il contesto di relativismo che le accoglie ne stravolge completamente rilevanza e senso. È come se ogni cosa avesse lo stesso valore. (…) Tra l’altro non possiamo nasconderci che quello che è avvenuto domenica non potrebbe mai verificarsi in molti Paesi musulmani. Cosa accadrebbe se, non un politico cristiano, ma un qualsiasi cristiano facesse certe affermazioni?â€.
Più o meno lo stesso ragionamento di Tarquinio su Avvenire, che si chiede come sia possibile che “nella tollerante e pluralista Italia, in questo nostro Paese di profonde e vive radici cristiane e capace di una positiva laicità , Gheddafi ha potuto invece fare deliberato spettacolo di ‘proselitismo’ (anche grazie a un tg pubblico incredibilmente servizievole e disposto a far spiegare alle otto di sera della domenica che il colonnello ha esercitato il ‘dovere’ di ‘ogni musulmano: convertire’ gli altri).
Probabilmente è stato un boomerang (…). Certamente è stata una lezione. Magari pure per i suonatori professionisti di allarmi sulla laicità insidiata…â€. Mentre monsignor Sarah sottolinea che “il vero pericolo per gli europei sono il relativismo, la scarsa attenzione alla fede, la debolezza religiosa, l’indifferenza al sacro. Sono questi i veri ‘nemici’ della nostra fede che potrebbero creare terreni fertili per future eventuali penetrazioni islamiche in tutta l’Europaâ€.
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