02/01/2012
di Redazione
postato il 01/09/2010 ore 22:10
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Il Primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, affermerĂ di voler porre fine “una volta per tutte” al conflitto in Medio Oriente e lancerĂ un appello a difendere la pace contro i suoi nemici di fronte al presidente palestinese Abu Mazen. Secondo delle anticipazioni del discorso che il Primo ministro pronuncerĂ alla cena della Casa Bianca prevista questa sera per lanciare ufficialmente la ripresa dei negoziati diretti israelo-palestinesi, Netanyahu dirĂ di volere “forgiare una pace sicura e duratura fra Israele e i Palestinesi”. “Non cerchiamo un breve interludio fra due guerre. Non cerchiamo un sollievo temporaneo fra degli eccessi di terrore. Cerchiamo una pace che metta fine al conflitto una volta per tutte”, dirĂ Netanyahu, secondo queste anticipazioni fatte pervenire alla stampa. Rivolgendosi ad Abu Mazen, Netanyahu dovrebbe inoltre dichiarare: “Lei è il mio partner per la pace. DipenderĂ da noi vivere l’uno accanto all’altro e l’uno con l’altro”. “Ma di fronte ai suoi nemici, la pace deve essere difesa”, aggiungerĂ il capo del governo israeliano, all’indomani di un attentato di Hamas costato la vita a quattro coloni ebrei in Cisgiordania.
OBAMA, ESTREMISTI NON SABOTERANNO PROCESSO DI PACE – ”Non permetteremo agli estremisti di sabotare il processo di pace”. Il presidente Barack Obama, annunciata ieri la fine della guerra in Iraq, si e’ lanciato oggi nel difficile tentativo di risolvere un altro conflitto mediorientale incontrando alla Casa Bianca il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il presidente dell’Autorita’ Nazionale Palestinese (Anp) Abu Mazen in colloqui bilaterali che mirano ad avviare negoziati di pace diretti tra le due parti. Netanyahu ha detto oggi a Washington di voler mettere fine al conflitto in Medio Oriente ”una volta per tutte”. ”Ma bisogna difendere la pace dai suoi nemici”, ha aggiunto. Il premier israeliano ha definito Abu Mazen ‘’suo partner per la pace”. L’iniziativa della Casa Bianca e’ stata turbata dalla uccisione, ieri in Cisgiordania, di quatto coloni israeliani in un attentato rivendicato da Hamas. ”Voglio che tutti sappiano che niente fermera’ gli Stati Uniti nel sostenere la sicurezza d’Israele e dal perseguire una pace durevole nella regione: respingiamo assolutamente queste attivita’ terroristiche”, ha detto Obama, che ha parlato di ”massacro assurdo”, con accanto Netanyahu alla fine del loro colloquio alla Casa Bianca durato circa 90 minuti. Il premier israeliano ha parlato a sua volta di ‘’selvaggia brutalita”. ”Questi terroristi non hanno alcun rispetto per la vita umana e massacrano chiunque cerchi di opporsi alla loro volonta”’, ha affermato Netanyahu. Il presidente Obama ha comunque tenuto a sottolineare che anche il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) ha condannato questo ”attacco oltraggioso”. Sui negoziati e’ sospesa pero’ anche la Spada di Damocle degli insediamenti israeliani nei territori occupati. La moratoria annunciata dieci mesi fa da Tel Aviv scadra’ il 26 settembre. I palestinesi hanno ribadito oggi a Washington che una ripresa degli insediamenti israeliani nei territori occupati metter fine al processo di pace. ”Una ripresa della colonizzazione vedr la fine dei negoziati – ha detto un portavoce della delegazione palestinese nella capitale americana – La colonizzazione deve cessare. Il suo proseguimento significher la fine del processo di pace”. Ma Netanyahu ha detto poco dopo il suo arrivo a Washington che la moratoria non sar prolungata. Gli Stati Uniti cercano comunque di mantenere un senso di ottimismo sui negoziati e affermano di vedere ”una finestra di opportunita”’ per giungere ”entro un anno” ad uno storico accordo di pace basato sulla soluzione dei ”due stati”. Un portavoce americano ha detto che gli Stati Uniti intendono giocare ”un ruolo sostenuto ed attivo” nel far progredire il processo di pace. Il presidente Obama ha in programma oggi anche incontri bilaterali alla Casa Bianca col Re di Giordania Abdallah II e col presidente egiziano Hosni Mubarak. La giornata sar conclusa da una cena di lavoro alla Casa Bianca che vedr la partecipazione di Obama, del segretario di stato Hillary Clinton, dei quattro leader mediorientali, dell’inviato speciale per il Medio Oriente George Mitchell e del rappresentante del Quartetto, Tony Blair. Domani in programma l’apertura formale dei colloqui diretti tra le delegazioni israeliana e palestinese al Dipartimento di Stato sotto l’egida di Hillary Clinton.
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