31/01/2012
di Redazione
postato il 02/09/2010 ore 14:10
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“Ogni riforma ha sempre un margine di rischio, ma credo che quest’anno, con il lavoro fatto da questo governo, siamo di fronte a una svolta epocale. Non potevamo rinviarla ancora. Tutte le volte che c’è una novità , questa si accompagna a delle difficoltà . Quest’anno sarà il primo in cui andremo a testare la bontà di questa riforma, pronti all’autocritica e aperti ai miglioramentiâ€. Così il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, in una conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Chigi, ha illustrato il significato dell’anno scolastico che si appresta a prendere il via in tutta Italia.
Inevitabile, date le polemiche degli ultimi giorni, il riferimento alla questione dei precari che protestano per la mancata stabilizzazione, per la quale il ministro è andato immediatamente al cuore del problema, incrociando i numeri del corpo docente e quelli delle risorse a disposizione del suo ministero: “Il 97 per cento delle risorse pubbliche per l’istruzione – ha spiegato – sono finora state utilizzate per gli stipendi. Continuiamo a pensare che il nostro compito sia duplice: garantire ai nostri ragazzi una buona scuola, che è fatta di tanti elementi: insegnanti preparati, edilizia e nuove tecnologie. È indispensabile un equilibrio: non possiamo dimenticarci dei nostri studenti.
L’investimento in qualità non può essere limitato al 3 per cento. Se non partiamo da questo equilibrio, è chiaro che non si comprendono le politiche del governo. Il riequilibrio delle risorse è un percorso obbligato, perché aumentarlo è impossibileâ€.
“Ogni riforma ha sempre un margine di rischio, ma credo che quest’anno, con il lavoro fatto da questo governo, siamo di fronte a una svolta epocale. Non potevamo rinviarla ancora. Tutte le volte che c’è una novità , questa si accompagna a delle difficoltà . Quest’anno sarà il primo in cui andremo a testare la bontà di questa riforma, pronti all’autocritica e aperti ai miglioramentiâ€.
Così il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, in una conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Chigi, ha illustrato il significato dell’anno scolastico che si appresta a prendere il via in tutta Italia. Inevitabile, date le polemiche degli ultimi giorni, il riferimento alla questione dei precari che protestano per la mancata stabilizzazione, per la quale il ministro è andato immediatamente al cuore del problema, incrociando i numeri del corpo docente e quelli delle risorse a disposizione del suo ministero: “Il 97 per cento delle risorse pubbliche per l’istruzione – ha spiegato – sono finora state utilizzate per gli stipendi. Continuiamo a pensare che il nostro compito sia duplice: garantire ai nostri ragazzi una buona scuola, che è fatta di tanti elementi: insegnanti preparati, edilizia e nuove tecnologie.
È indispensabile un equilibrio: non possiamo dimenticarci dei nostri studenti. L’investimento in qualità non può essere limitato al 3 per cento. Se non partiamo da questo equilibrio, è chiaro che non si comprendono le politiche del governo. Il riequilibrio delle risorse è un percorso obbligato, perché aumentarlo è impossibileâ€.
“Abbiamo messo a disposizione dei posti – ha sottolineato il ministro – l’anno scorso, che i precari hanno rifiutato preferendo l’indennità di disoccupazione. Invito tutte le forze politiche a non strumentalizzare questa situazione, che in parte è di reale disagio ma in parte è frutto di strumentalizzazione politicaâ€.
E a chi la incalzava sulla sua volontà di incontrare nelle prossime ore i precari che protestano, il ministro ha replicato affermando di aver incontrato molte volte i precari. “Se si tratta di ragionare in un clima costruttivo – ha osservato Gelmini – sui dati concreti, la mia disponibilità non viene meno, ma quando scopro che alcuni sono precari veri e altri sono esponenti dell’Idv, non posso non sottrarmi alle strumentalizzazioni.
Sarò disponibile quando vedrò che queste azioni che abbiamo messo in capo saranno considerate. Al confronto sono sempre disponibile, alle polemiche no. Duecentomila precari sono il frutto di decenni di politica in cui sono stati distribuiti posti che la scola non era in grado di assorbire. Se la premessa è che sono il frutto della politica di questo governo o della manovra di Tremonti non ci stoâ€.
Ma il ministro ha tenuto a introdurre nella conferenza il tema del merito, che rappresenta uno dei pilastri della riforma, sia sul versante degli studenti sia di quello dei docenti: “Ogni anno – ha detto – la scuola pubblica avrà a disposizione un miliardo di euro per la qualità . Attraverso un decreto, andremo incontro ai professori che non si vedranno pregiudicati nei loro diritti, e abbiamo aperto un tavolo per il merito coi sindacati e abbiamo proposto due strade, quella sindacale o quella legislativa, perché in Europa solo Italia e Grecia non hanno un avanzamento per merito degli insegnanti.
Non vi è una disattenzione da parte di questo governo sul tema scuola, perché parlano i fatti, che avranno la meglio sulla demagogia di certe manifestazioni che rendono difficile l’inizio di questo anno scolasticoâ€. Altro tema caldo, quello del numero degli insegnanti di sostegno, sul quale il ministro respinge al mittente le accuse di tagli indiscriminati: “Nell’anno scolastico 2010-2011 gli insegnanti di sostegno sono aumentano di tremila posti, passando da 9044 a 93100. Non è vero, come qualcuno ha scritto, che li abbiamo tagliati. L’anomalia è in come le Asl certificano la disabilità . Alcuni abusi ci sono, noi stiamo monitorando la situazione. Non deve essere sperperato denaro pubblico per disabili che non esistono, e faccio in questo senso un appello alle autorità sanitarieâ€.
In precedenza, Gelmini aveva illustrato e le principali innovazioni di merito che il nuovo anno porterà , prima fra tutte il tetto massimo di assenze consentite. “Continuiamo sulla linea del rigore – ha spiegato – e da quest’anno non si potranno superare le 50 assenze per non essere bocciatiâ€.
Altro tema di attualità è quello delle modalità di accesso ai corsi universitari cosiddetti “a numero chiusoâ€. In particolare forti polemiche sono state sollevate nelle ultime settimane a proposito dei quiz del test d’ingresso alla facoltà di medicina e sulla loro attendibilità come strumenti di valutazione dei candidati. Anche su questo punto il ministro Gelmini ha voluto soffermarsi per un chiarimento: “Sono contraria all’abolizione dei test†ha detto, aggiungendo che “ci sono margini di miglioramento, seppur limitatiâ€. Un tavolo tecnico è comunque al lavoro presso il ministero per rivedere “le domande†dei test.
“La soluzione non è comunque nel far pesare di più il voto della maturità †soprattutto “per le discrepanti valutazioni†che ancora esistono “tra sud e nord†del Paese, ha concluso. Secondo la Gelmini non è vallido neanche il suggerimento giunto dall’Università Cattolica di Roma di attuare una preselezione ad aprile: “È una soluzione che stiamo valutando, ma pensiamo a una strada diversaâ€. Più in generale, sempre sul fronte dell’Università , il ministro ha voluto sottolineare che “non è solo una questione di soldi. Non limitiamoci a una valutazione ragionieristica dei problemi dell’università â€. Ha poi difeso il testo della riforma uscito dal Senato, “più riformista di prima senza alcun tentativo di annacquamento. E il fatto che sia stato votato anche da esponenti dell’opposizione è un bel messaggio per il Paese.
Mi auguro – ha aggiunto – che nel passaggio alla Camera il testo possa essere ulteriormente affinatoâ€. Il ministro ha detto di puntare a “un sistema universitario che consenta non di camminare al pari degli altri, ma di correreâ€.
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