01/02/2012
postato il 02/09/2010 ore 12:24
condividi questo articolo
di Giuliano Cazzola – Con tutta la stima dovuta alla persona e con il rispetto per il suo ruolo istituzionale ci permettiamo di dissentire dal presidente Giorgio Napolitano per le sue prese di posizione in materia di lavoro. Nel corso del 2010 il Capo dello Stato, avvalendosi delle sue prerogative, e’ intervenuto in due occasioni: a fine marzo con il rinvio alle Camere del “collegato lavoro” accompagnato da una robusta ed ampiamente motivata critica alla norma sulla conciliazione e l’arbitrato; nei giorni scorsi, rispondendo con una tempestività inusuale alla lettera indirizzategli dai tre dipendenti della Fiat di Melfi, licenziati dall’azienda e reintegrati ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori e lasciando intendere, sia pur con garbo e correttezza, una critica alla linea di condotta del Lingotto. In ambedue i casi, pur diversi tra di loro, esiste un tratto comune: il presidente della Repubblica e’ intervenuto con modalità ed argomenti che nei fatti hanno rimesso in gioco le posizioni di quella parte del sindacato che si sottrae ad ogni tentativo di innovazione delle relazioni industriali e del diritto del lavoro. Così e’ stato nella vicenda dell’arbitrato, a cui la Cgil si era opposta con una pregiudiziale ideologica ispirata ad una concezione prettamente statualistica del diritto, mentre gli altri sindacati e le associazioni datoriali avevano condiviso il progetto del governo, considerando che dall’introduzione di strumenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie attraverso la contrattazione collettiva venissero solo dei vantaggi e delle opportunità in più per i lavoratori. Il messaggio di rinvio alle Camere ha sicuramente consentito un riesame più attento del provvedimento, ma a reso necessarie altre due letture di un progetto di legge che non e’ ancora stato approvato in via definitiva.
Nonostante il riesame e le modifiche più garantiste introdotte la posizione della Cgil non e’ cambiata, tanto da far ritenere che se anche il provvedimento arrivasse in porto le difficoltà operative sarebbero tantissime, privando così i lavoratori di procedure conciliative ed arbitrali che sono da secoli parte organica di sistemi maturi di relazioni industriali. La risposta alla lettera dei tre lavoratori di Melfi e’ ancor più discutibile. Nel metodo e nel merito. Per quanto riguarda il primo aspetto, e’ appena il caso di far notare che le sentenze vanno applicate fino in fondo. La Fiat sostiene di aver tenuto una linea di condotta coerente con la giurisprudenza della Cassazione e con la prassi da sempre seguita nei casi di reintegra disposta dal giudice. Ha ragione ? Ha torto ? Lo stabilirà di nuovo il giudice esaminando il ricorso dei legali della Fiom per accertare quali siano le modalità corrette per dare esecuzione all’ordine di reintegra. Sembra ovvio che una presa di posizione autorevole come quella del Presidente della Repubblica qualche influenza potrà determinarla sull’orientamento di un magistrato che già non ha avuto un atteggiamento favorevole alle istanze della Fiat. Nel merito. E’ senz’altro positivo invitare le parti a stabilire un clima di collaborazione tra di loro. Ma e’ stata la Fiom a sottrarsi -non solo a Pomigliano – ad autoescludersi da qualunque progetto di partecipazione e di tregua a teorizzare un sistema di rapporti sociali conflittuale ed ostile. E la Fiom non cambiera’ il suo atteggiamento. Quanto respiro riceve l’azione di questo sindacato, nel bel mezzo di una dura battaglia con l’azienda, dalla presa di posizione del Quirinale? Negli ultimi mesi, il Lingotto e’ stato accusato dalla Fiom, dalla Cgil e dal circo Barnum del regime culturale sinistrorso delle peggiori nefandezze in tema di violazione dei diritti dei lavoratori. Ricevere un richiamo solenne dal Quirinale non aiuta certo a smentire delle accuse ingiustificate e assurde ad una delle poche imprese multinazionali che sono disposte ad investire in Italia e in Campania. Tutti dovremmo riflettere su quali diritti (in realta’ si tratta di abusi dei diritti) siano compatibili con la globalizzazione. Il rischio che corre il paese e’ quello di compiacersi del proprio sistema di diritti perfetti, ma di assistere alla fuga delle fabbriche. Come se non bastasse, il presidente ci ha riprovato in occasione della sua visita privata al Festival del cinema di Venezia, quando ha richiamato il Governo ad occuparsi di economia anziché di giustizia. E’ singolare che il presidente del Csm consideri un lusso il preoccuparsi dell’andamento pluriennale dei processi. Ma un altro aspetto merita di essere segnalato: quella esposta da Napolitano e’ pari pari la posizione assunta dal Pd. Sembra ovvio sostenere che un intervento autorevole come quello del Capo dello Stato attribuisce una maggiore credibilità alle tesi dell’opposizione.
Si è tenuto oggi un incontro informale tra industriali e sindacati. Il vertice si è svolto alla foresteria di Confindustria e vi hanno preso parte, i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti e il presiden…
Ottime notizie per il Lingotto. Fiat industrial ha raddoppiato l’utile fino a 701 milioni di euronel 2011. Nel 2010 l’utile ammontava a 378 milioni. La società , nata da Fiat Group e riguarda l’attività legata ai veicoli industriali e alle m…
E’ chiara l’esortazione del Presidente della Repubblica: “Sul piano morale, non possiamo lasciare sulle spalle dei cittadini più giovani e di quelli che verranno la spaventosa eredità ” del debito pubblico. Giorgio Napolitano, a Bologna, dove ha r…
L’Italia dice addio all’ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, che è spirato in mattinata. Aveva 93 anni e ricopriva il ruolo di Senatore a vita. Prima di cominciare la carriera politica Scalfaro è stato Magistrato. Era Presidente…
Con l’approvazione del decreto Milleproroghe cambiamenti in arrivo. A partire dalla semplificazione burocratica per via dello scambio telematico di informazione tra uffici. Ed ecco che anche per ottenere una nuova residenza basteranno pochi giorni.
…
Dopo due tavoli di operazioni mirate ad introdurre ulteriori “aggiustamenti” alla riforma del mercato del lavoro, pare che finalmente il premier Mario Monti abbia in mano un documento che potrebbe andar bene anche ai sindacati.
Pare che l’esecutiv…
Il mercato delle auto registra a fine 2011 un netto calo. Le immatricolazioni si sono ridotte dell’1,4% nei 27 Paesi di Ue e Efta, passando a 13.573.550 unità da 13.768.401 del 2010. Nel mese di dicembre si è registrata una flessione del 5,8% e d…
Roma si impegna sul versante della mobilità sostenibile: è stato firmato tra Acea e Fiat un accordo per l’acquisto di 80 nuovi automezzi elettrici (40 da impiegare subito e 40 a seguire), da impiegare per la manutenzione delle reti. L’acquisto …
La fusione tra Fiat e l’americana Chrysler è sempre più vicina. Oggi l’integrazione è al 20% e secondo le previsioni, entro la fine del 2012 si potrà arrivare al 50%. Questo è quanto emerge da una presentazione agli investitori in un seminario…
Fiat-Chrysler nascerà entro il 2015. A dichiararlo ai giornalisti è lo stesso Sergio Marchionne che assicura che la fusione tra le due società sarà realtà nel giro di tre anni. Nel frattempo, aggiunge l’ad della Fiat, la dirigenza si mette in …
Sergio Marchionne, l’ad di Fiat e Chrysler, ha annunciato che si potrà pensare ad un suo successore dopo il 2015, quando la fusione tra le due case automobilistiche sarà completato. “Nulla succederà fin dopo il 2015… a meno che non venga inv…