03/02/2012
postato il 03/09/2010 ore 09:23
condividi questo articolo
di Davide Giacalone – Forse il Presidente della Repubblica ha ragione: il festival del cinema è il luogo più adatto per mettere in scena il logorio del tessuto istituzionale e gli sbreghi che lo attraversano. Sul rosso tappeto delle dive (o presunte tali) sfila anche una politica che è più rappresentazione di se stessa che non realtà , al punto da tollerare che lo spettacolo s’arricchisca di poliziotti che si mostrano al mondo accoltellati alle spalle mentre la più alta carica dello Stato, lungi dal cogliere la gravità del fatto, indulge a spiritosaggini che dimostrano più la freddezza dei rapporti istituzionali che non una vocazione alla freddura.
Sarebbe un errore, però, credere che lo spettacolo, poco commendevole, sia rappresentazione esclusiva di pochi uomini, gravati da storie non digerite, ambizioni non appagate, ripicche non controllate, vendette non consumate. La malattia, perché tale mi sembra essere, non coglie solo un pezzo del Paese, ma mostra i suoi sintomi per ogni dove. Ciascuno corre a portare il proprio contributo allo sfascio, nella speranza di ricavarne un vantaggio immediato. Forse è il caso di segnalare il pericolo, nella certezza di non ricavarne neanche un ascolto distratto.
Mi ha colpito la sorte che, in questi giorni, è toccata a Corrado Passera, amministratore delegato del gruppo Intesa San Paolo. Il 19 agosto è stata pubblicata, dal Corriere della Sera (quotidiano nella cui proprietà la banca stessa è coinvolta), una sua lunga intervista. Svolgeva ragionamenti interessanti, ciascuno meritevole di approfondimenti e ulteriori riflessioni. Erano parole pesanti, perché pensate, e non è sfuggito, naturalmente, che siano state pronunciate in un clima politicamente difficile. Il succo, se mi è consentita la brutale sintesi, era: l’Italia ha enormi potenzialità , ma si deve lavorare seriamente, mentre la classe dirigente fugge alle proprie responsabilità . Io credo che la citata classe dirigente sia, più che altro, in gran parte incapace e mal selezionata, ma, insomma, quello era il senso.
Come quando si spara una fucilata in un bosco affollato e rumoroso, immediatamente dopo c’è stato un attimo di silenzio. Dopo di che sono arrivate le notizie sui presunti intrallazzi di Passera e della sua famiglia: affari alberghieri, soldi e società all’estero, approfittando di paradisi fiscali, conflitti d’interesse nell’amministrazione della banca, prestiti ad amministratori, uso dello scudo fiscale e favoritismi al fratello. Probabilmente dimentico qualche cosa, ma cambia poco, tanto non ne so nulla. Tutto questo, vero o falso che sia, realistico o esagerato, non ne ho idea, preesisteva all’intervista, ma non era mai uscita una sola riga. Niente. Silenzio.
Posto che Passera smentisce, e posto che nessuno ha dimostrato niente in nessuna sede competente, che, quindi, le chiacchiere stanno a zero, l’impressione terrificante è che il nostro sia divenuto un Paese in cui ciascuno, a misura delle proprie possibilità e capacità , possa fare quel che gli pare, a condizione, però, di non proiettare la pipì fuori dal vaso. Non appena metti la capoccia fuori dal seminato, non appena approfitti del potere, della visibilità o, semplicemente, del diritto di parola fuori dal rispetto degli equilibri spartiti e nascosti, allora si scatena l’inferno. Evidentemente non determinato e finalizzato alla promozione dell’etica pubblica, ma, all’opposto, furioso perché s’è violata la regola della non intromissione. Che può anche essere chiamata: omertà .
L’ho scritto anche nel caso di Gianfranco Fini: se è vero quel che è emerso, e che lui non è stato in grado di smentire, la sua condotta è da considerarsi vergognosa, ma è non meno significativo che tutte queste storie siano emerse dopo una rottura politica, e non prima. Certo, i giornalisti pubblicano quel che hanno, semmai ritardano si tratta di qualche giorno, ma è come se in Italia ci fosse una centrale del fango (ad essere ottimisti ed olfattivamente prudenti), pronta a scattare nel momento opportuno. Il che non significa che taluni si possano descrivere come vittime, ma che noi tutti siamo vittime di un sistema senza controlli, senza giustizia, senza condanne, senza assoluzioni, dove s’è autorizzati a credere che il più pulito abbia la rogna, ma che la cosa emerge solo grazie alla guerra per bande.
Di Fini discussi l’indirizzo politico, senza attendere quello monegasco. Di Passera avrei voluto discutere le suggestioni, come anche le intenzioni, senza essere sommerso da faccende alberghiere e bancarie. E se quelle cose sono vere vorrei che i responsabili, quale che sia la loro funzione, fossero messi fuori gioco. Come vorrei che le persone oneste non debbano vedersela con la palta nel ventilatore. Ma questa è l’Italia costruita dal moralismo senza etica e dal giustizialismo senza giustizia. Che merita d’essere affondata. Anche a Venezia.
E’ chiara l’esortazione del Presidente della Repubblica: “Sul piano morale, non possiamo lasciare sulle spalle dei cittadini più giovani e di quelli che verranno la spaventosa eredità ” del debito pubblico. Giorgio Napolitano, a Bologna, dove ha r…
Sale ancora la disoccupazione in Italia. A renderlo noto l’Istat che ha diffuso i dati di dicembre 2011. Nell’ultimo mese dell’anno, secondo l’Istituto, gli occupati erano 22.903 mila, stessa percentuale del precedente mese di novembre. Ma se si fa i…
Allarme maltempo in tutta Italia. Il termometro è sceso rapidamente durante il weekend e il gelo sta attanagliando tutto il paese, in particolare al nord ovest dove la neve sta cadendo abbondante da sabato scorso. Nel corso della settimana una nuova…
Dopo i controlli nei locali di Milano in attesa nuove “retate” antievasione anche al sud. Gli accertamenti a tappeto voluti dal Governo Monti vanno nella direzione di individuare gli evasori in tutta la nazione. I controlli del capoluogo lombardo han…
Nuove meraviglie in video sono state gustate dai telespettatori della trasmissione Linea Verde, condotta da Eleonora Daniele. Nella quattordicesima puntata, andata in onda domenica 29 gennaio, protagonista è stata l’isola della Sardegna, con parti…
CORRIERE DELLA SERA – In apertura: “Così i locali evadono il Fiscoâ€. Editoriale di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi: “Spendere meno non è impossibileâ€. Al centro: “L’addio a Scalfaro il presidente che disse: ‘Non ci sto’â€. D…
L’Italia dice addio all’ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, che è spirato in mattinata. Aveva 93 anni e ricopriva il ruolo di Senatore a vita. Prima di cominciare la carriera politica Scalfaro è stato Magistrato. Era Presidente…
Il Parlamento iraniano voterà per l’embargo verso i Paesi dell’Ue. Il voto era previsto già oggi, ma, come ha reso noto il portavoce della commissione Energia iraniana Emad Hosseini, “si tratta solo un’idea di alcuni deputati”. La commissione Ene…
L’Italia si ribella alle misure adottate dal Governo Monti. Il malcontento è generale, da nord a sud, esemplificato nel blocco dei tir (che continua anche oggi in  molte città ), dalle proteste di tassisti, avvocati e farmacie.
Queste mattina si f…
Sarà varato oggi dal consiglio dei ministri il decreto Milleproroghe, approvato ieri con la fiducia alla Camera. Tra le novità in arrivo anche la semplificazione degli atti, misure predisposte dal passato governo Berlusconi.
I ministri Passera, Pa…
IL CORRIERE DELLA SERA – In apertura: “Così cambia il valore della laureaâ€. Editoriale di Pierluigi Battista: “Le spine e la spinaâ€. Al centro fotonotizia: “Lo scippo di Milano, la sicurezza delle donneâ€. Di spalla: “Vertice Monti-Fo…