NAPOLITANO: VALUTERO' LEGGE SOLO DOPO PARLAMENTO

PROCESSO BREVE, ALFANO INCONTRA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

di Helene Pacitto

postato il 03/09/2010 ore 11:31

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Si sono incontrati al Quirinale, il Capo dello Stato e il ministro della Giustizia Angelino Alfano. Un colloquio formale,  improntato alla massima istituzionalità. Giorgio Napolitano aveva ricevuto poco prima il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti, con cui è stato concordato l’ordine del giorno per la prima seduta del Csm, che si terrà mercoledì prossimo.

Tema dell’incontro il sistema giustizia, in entrambi i casi. Con Alfano, il Presidente della Repubblica ha ripetuto le sue esortazioni a una maggiore concordia e lealtà tra istituzioni. Naturalmente il discorso con l’esponente di governo è caduto anche sulle scelte politiche in materia. Ma sempre restando sulle linee generali, mai sulle singole leggi. Tantomeno la legge sul Processo breve, con quella controversa norma transitoria che permetterebbe di annullare i processi di Silvio Berlusconi, ma trascinandosi dietro molti altri dibattimenti.

La linea del Quirinale è sempre la stessa: non intervenire sul dettaglio delle leggi in preparazione, la valutazione del Presidente può arrivare soltanto al termine dell’iter legislativo. È quanto Napolitano ha detto in pubblico innumerevoli volte negli ultimi tempi ed è quanto ha ripetuto ai suoi interlocutori anche ieri.

Figurarsi se il Capo dello Stato si mette a discutere di emendamenti e di norme transitorie. Non a caso – si ricorda al Quirinale – quando il governo, nella persona di Alfano, ha voluto entrare nel dettaglio di una legge (ed era quella sulle intercettazioni; quella, per stare alle parole del Capo dello Stato di due giorni fa, finita su un ‘binario morto’), il massimo che ha ottenuto è stato di presentarlo a un silente segretario generale.

Si è di nuovo intuita l’irritazione di Napolitano per i tentativi di trascinarlo nell’agone politico e di scaricare sul Quirinale le tensioni dei partiti. E, da quanto si sa, il Presidente ha colto l’occasione del colloquio con Alfano per un largo excursus sulle vicende che riguardano la politica giudiziaria in Italia e per ribadire l’assoluta linearità delle sue  posizioni in materia.  Sottolineando ancora una volta che il Capo dello Stato non ha intenzione di condizionare in alcun modo il dibattito parlamentare: che prima i partiti se la vedano alle Camere – trasparente il riferimento all’ultimo caso che fa discutere, il Processo breve – e quando poi i testi saranno finalmente pronti e votati, solo dopo che maggioranza e opposizione avranno svolto fino in fondo il proprio dovere, il Quirinale “compierà il suo, di dovere, come prevede la Costituzione”.

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