postato il 13/09/2010 ore 10:35
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di Alessandra Servidori – ”Italia, riposa in pace”. E’ il titolo di un editoriale apparso sul Wall Street Journal, secondo cui ‘’se la demografia e’ un destino, l’Italia sta letteralmente morendo” e la sua bassa natalita’ ”minaccia di avere conseguenze sociali ed economiche catastrofiche”. Le stime dell’istituto tedesco di ricerca demografica Max Planck, sono impietose : il suo direttore James Vaupel afferma che se il trend attuale continuera’ la popolazione italiana precipitera’ a 10 milioni entro fine secolo. Gia’ ora il 22% della popolazione e’ in pensione, uno dei tassi piu’ alti del mondo, con il 15% del Pil italiano che va a finanziare la previdenza.
L’Italia non e’ sola a commettere il ‘’suicidio demografico”, ma la peculiarita’ della Penisola e’ che il trend e’ considerato ”irreversibile”: le stime dicono che la popolazione sotto i 20 anni non tornera’ mai a superare quella sopra i 60. Una situazione paradossale e’ che i tassi piu’ bassi di fertilita’ sono concentrati nei Paesi piu’ religiosi d’Europa, fra cui la cattolica Italia. Itassi di natalita’ piu’ alti si concentrano invece nel laico e secolare Nord d’Europa, specie in Scandinavia. E a poco sembrano essere servite le scelte del welfare: con cinque mesi di piena retribuzione e sei mesi di stipendio ridotto, la maternita’ in Italia e’ ben pagata al confronto con gli Usa o Israele, i due Paesi industrializzati con i tassi di fertilita’ piu’alti.
L’osservazione più naturale che viene spontanea è che molti dei nostri Ministri come Brunetta e Sacconi la questione l’hanno ben presente e , con non poca fatica, sono riusciti a realizzare l’innalzamento dell’età pensionabile nel pubblico impiego. Sarebbe un’ “azione positiva” cercare di spiegare a donne e uomini e non solo in Francia ( nella quale si stanno in queste ore facendo le barricate per l’innalzamento dell’età pensionabile a 62 anni!) ma cominciando proprio dal nostro Bel Paese, che per affrontare e risolvere i problemi legati all’occupazione e allo sviluppo, servono immediatamente riforme di razionalizzazione della spesa pubblica e sopratutto previdenziale abbandonando quella delirante litania predicata dalla sinistra, da alcuni sindacati,da quella massa conservatrice che frena il processo riformatore inevitabile proprio per “non morire” .
Nulla da eccepire sull’analisi di Alessandra Servidori. Una cosa disapprovo, la definizione del PIL. Il 22% della popolazione è pensionata tra i quali quella che ne ha beneficiato dopo pochissimi anni di lavoro, i ridicoli 10 o 15 anni di servizio. Una quota dei pensionati ha PAGATO senza chiedere beneficienze dallo stato. Abbiamo altri pensionati quelli che sono finti, finti ciechi, finti invalidi, finti in tutto. Conosco pezzi di figliola che scopano come ricci con pensione di 700euro alla faccia del solito pesante articolista. Che si faccia chiarezza su tutto, se ne chede la volontà , almeno chi ha pagato con il sudore non debba continuamente sentirsi rimproverato che lo stato gli paga la pensione.
Mettere al mondo un figlio nella prospettiva che l’arcoriano campi 120 anni è inconcepibile……