postato il 23/10/2010 ore 13:47
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di Davide Giacalone - Come deve essere interpretata la decisione del governo, che affida alla protezione civile, ancora una volta, la soluzione dell’emergenza rifiuti, a Napoli e dintorni, se non come un commissariamento di fatto degli enti locali? E come si può spiegare il riprecipitare nella vergogna, a soli due anni dall’emergenza precedente e con le discariche ancora capienti, se non con l’incapacità politica ad amministrare la cosa pubblica locale? E’ inutile girarci attorno, il problema è concentrato a Napoli: una città che non pratica e diffonde la raccolta differenziata e che butta tutto nelle discariche vicine non fa che esportare la propria arretratezza e appestare l’aria altrui.
Delle discariche, infatti, non si deve misurare solo la capienza (oggi ancora disponibile), ma anche la sicurezza ambientale e l’uso cui sono sottoposte. Se ci si butta dentro di tutto ci si comporta in modo dissennato, e per rimediare non basterà cospargerle di terra e farci crescere gli alberelli sopra.
Al comune di Napoli si lamentano perché mancano i soldi per la differenziata, ma già oggi, a beneficio di due società appaltatrici, spendono la bellezza di 230 milioni per ottenere il bel risultato che ci mette, ancora una volta e disonorevolmente, sotto gli occhi del mondo. Dal 2008 ad oggi, cosa hanno fatto? Da quel che so la percentuale della differenziata è diminuita, passando da poco a pochissimo. Non è tollerabile. Quel che a Napoli sembra epocale e irrisolvibile è, ogni giorno, affrontato e risolto in ogni parte del mondo civile, come in tante altre parti d’Italia. Qui, invece, il pattume genera sporcizia, in un ciclo continuo che sancisce la morte dell’amministrazione.
Per carità , può ben capitare che una città e una popolazione sane finiscano amministrate da incapaci o da lestofanti. Ma quando capita questo genera proteste, denunce, campagne tendenti al ripristino dell’efficienza e della legalità . Perché a Napoli questo non capita, o capita in misura troppo bassa? Dov’è la borghesia produttiva, dove sono i cittadini con spirito civico, dove le forze politiche e sindacali? Sembra che il tessuto civile si sia non solo sfilacciato, ma sia stato roso e consumato da roditori che con la spazzatura si trovano perfettamente a loro agio. E lo scrivo con la morte nel cuore, sperando che le parole siano abbastanza dure da provocare una reazione, perché Napoli è uno dei centri pulsanti del nostro meridione, che non merita tanta indifferenza da parte dei meridionali (quale io sono) e degli italiani (quali tutti siamo).
Ancora una volta i mucchi maleodoranti saranno rimossi, ma c’è il rischio che, ancora ripetendo l’errore, non sia messo in moto quel meccanismo morale e amministrativo che non solo non ne riconsenta il formarsi, ma sappia affrontare anche gli altri mali, che non sono da meno. Napoli, insomma, è uno dei simboli dell’Italia, e ha saputo e saprà esserlo nel senso dell’eccellenza. Oggi, però, lo è nella direzione opposta, mostrando a noi tutti quali siano i risultati dell’avere tollerato l’economia nera, spesso criminale, e la progressiva perdita di sovranità statale. Al punto da annegare nei rifiuti di se stessi.
Credo che in questo, sia Berluscobni che Bassolino e Veltroni ecc. ecc. abbiano le loro grosse responsabilità . Hanno usato Napoli per fare politica, perfare carriera, per sistemare gli amici, non per far buona amministrazione. Se avessero voluto, chi avrebbe impedito un “accordo” alto con polizia e magistratura per stroncare subito ogni piccolo avviso di malaffare e far crescere una classe dirigente adeguata?