PAURA DELLE PRIMARIE

Davide Giacalone

di Davide Giacalone

postato il 04/01/2011 ore 14:23

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Di Davide Giacalone – Quando le primarie andavano di moda, e i giornaloni facevano a gara per esaltarne lo spirito democratico e americaneggiante, noi avvertivamo che erano una presa in giro e avrebbero portato male alla sinistra. Ora che si moltiplicano le voci di quelli che vogliono abolirle (da ultimo Giovanni Sartori, sul già festeggiante Corriere della Sera) sentiamo il dovere d’avvertire che si sta confondendo il sintomo con la malattia: il problema della sinistra è che manca la politica, non il sistema per meglio stabilire chi debba interpretarla.
Sartori sostiene che non si è trattato di una vera gara, perché l’esito era scontato, servendo a far trionfare e legittimare Romano Prodi. Per la verità servirono anche per dare forza (sprecata) a Walter Veltroni. In ogni caso: noi lo scrivemmo già allora. Ben arrivato. Aggiunge, il noto studioso di sistemi politici, che sortiscono l’effetto d’estremizzare le scelte. Mica vero: a Milano sono servite per designare candidato a sindaco il più moderato e garantista fra i nomi in competizione, Giuliano Pisapia. Sartori, quindi, non fa che adattare la dimostrazione alla tesi, che consiste in una cosa semplice e immediata: bisogna fermare Nichi Vendola. Il professore ci scuserà, ma l’orizzonte pare un po’ ridotto: anche ammesso che si placchi il prolisso e seduttivo non dicente pugliese, come cavolo pensa che possa decidersi chi guiderà la coalizione? E, inoltre, se questa continua a contenere Antonio Di Pietro e il suo giustizialismo, non gli sembra assai più occidentale e ragionevole la formazione politica del governatore orecchinato?
Il fatto è che la sinistra, come l’intero sistema politico italiano, dovrebbe scegliere fra un modello di partito aperto e democratico, plurale ma unico, nel qual caso attrezzarlo di dibattiti e sedi decisionali interne, e un diverso schema, legato alle coalizioni, nel qual caso non si capisce come uno pretenda, in mancanza di riforme costituzionali, di comandare sugli altri, posto che senza gli alleati cade subito. Il partito a “vocazione maggioritaria†doveva essere la prima cosa, ma è morto prima di nascere, visto che si alleò con il suo contrario.
Continuando la sua riflessione Sartori aggiunge che le primarie inducono al frazionismo interno. E’ vero il contrario: il frazionismo interno, dovuto all’assenza di linea politica unificane e al galleggiare d’interessi particolari, trasforma le primarie in un gioco falso. Vuole un esempio: a Torino sarà candidato sindaco Piero Fassino, con un grande avvenire alle spalle, avendo fatto fuori il rettore del politecnico, Francesco Profumo, che avrebbe regalato un vantaggio (di contenuto e d’immagine) nazionale. Perché la sinistra si fa del male? Perché Pier Luigi Bersani ha bisogno d’alleati, in caso di primarie interne. Le uniche elezioni che uno di sinistra spera di vincere. In queste condizioni, con questo spessore di pensiero e questo così largo orizzonte, sarebbe da sciocchi prendersela con l’invenzione di Prodi e Arturo Parisi, che non servì manco a difendere il troppo debole signorotto dai suoi valvassori e valvassini.
Pertanto, sia detto da chi ha detestato le primarie fin dall’inizio, da chi aveva riso del rimprovero mosso alla destra che non le adottava (come se menare per il naso militanti ed elettori e allestire urne vacanti di regole aumenti la libertà e fortifichi la democrazia), ma avere paura delle primarie interne alla coalizione, fino a volerle smantellare, solo perché i capi del partitone temono i capi dei partitini è patetico.

Commenti

  1. Affinché le cose funzionino coerentemente al meglio urgono inediti sistemi completi up to date quanto un siffatto antropologico cambiamento reclama quanto le nuove tecnologie ed internet reclamano per potersi sintonizzarsi ad una siffatta nuova iperbolicamente accelerata realtà!!
    Il progresso non può che essere la somma delle invenzioni e talora, da un loro oculato inedito assemblaggio ne nasce un’autentica innovazione un sistema, ecc. (Monod) per implementare efficienza e rendere in efficacia servono innovazioni pertanto, per non continuare a piangerci addosso mordendo sempre le stesse ossa, urgerebbe introdurre aggiornamenti per non continuare a perdere posizioni come BelPaese nel compendio mondiale serve cogliere per benchmark quanto già lo stesso compendio mondiale offre per mettere a punto un autentico Sistema Paese!
    Stiamo ossessivamente schizofrenicamente arrabattandoci da decenni senza mia concludere niente senza alcuna progettualità e prospettive per un futuro di sicurezza giacché ci ritroviamo immersi … nella totale incertezza data l’arretratezza strutturale e sistemica in cui ci troviamo impaludati sia di hard – infrastrutture che di soft – programmi – sistemi ulteriore segno dell’essere in presenza d’una democrazia bloccata e volutamente mantenuta in un siffatto anacronistico modo, “allevata†incompiuta e tenuta immatura: siamo fermi e piatti – FLAT!
    Quando alla porta stanno bussando sempre più innovazioni d’ogni genere da poter accogliere… per mettere a punto un autentico moderno completo sistema elettorale plasmo elastico adattivo ed auto- correttivo per ingenerare un autentico concorrenziale bipolarismo contendibile aperto: quanto il SEMIALTERNO propugna! Sistema il SEMIALTERNO che si struttura su una base proporzionale che verrebbe sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale. Urgono ammodernamenti per dissipare autoreferenzialità, rendite di posizione, e rischi d’autoritarismo! Queste sarebbero le innovazioni da doversi introdurre per iniziare a mettere a sistema il nostro secondo paese quanto le nuove tecnologie ed internet pretendendo adeguarsi per potersi sintonizzarsi a questi “new normal†criteri che una siffatta accelerata realtà reclama dato l’epocale cambiamento antropologico in corso! Questioni evidenziate dalle contraddizioni che stanno ormai scoppiando ad ogni latitudine.
    Perfino i Britannici ne sono “contagiati†tant’è che stanno buttando all‘aria il loro considerato insuperabile classico modello Westminster – Maggioritario all’uninominale per passare al Proporzionale. Quel Proporzionale che abbiamo abbandonato con la Prima Repubblica per continuare ad impegolarci da quasi 20 anni nelle solite inconcludenze: “Porcellum o Mattarellumâ€. Aspetti comprovati dall’attuale italico sconfortante panorama d’irresponsabilità che ci ritroviamo. Un marasma figlio delle volontà speculative della nostrana casareccia casta che si dimostrandosi sempre meno paga ci gioca per innalzarsi ancor più la posta. Casta che pur essendo stata graziata da un cospicuo premio di maggioranza non riesce comunque a governare nonostante possegga o meglio “brandisca†una legge elettorale che le permette di “far scegliere†all’elettorato con liste blindate l’interso bicamerale Parlamento da ben due legislature. Se questo non è sufficiente a dimostrare l’ulteriore scarsa volontà della casta di voler mettere a punto una legge elettorale che permetta di determinare maggioranze coese! Quanto sostanzialmente dovrebbe essere il sostanziale compito d’ogni dispositivo elettorale riprodurre una più “naturale†organica sistemica fisiologia rispetto all’obsolescenza attualmente in dotazione e così semplicemente massimizzare: governabilità-decisionalità, rappresentatività, economicità implementando responsabile sussidiarietà! Servono aggiornamenti anche sul come gestire le primarie alla Top Two a bipolarismo contendibile aperto a tutto tondo e a tutto campo!
    Affinché risultino soluzioni coerenti all’articolo 3 della nostra Costituzione per rimuovere gli ostacoli… affinché alla Rawl, le cariche e le posizioni per la pari opportunità di accesso alle cariche pubbliche risultino aperte a tutti, dove la scelta possa risultare la più a-valutativa possibile ovvero, prescinda da intenti particolaristici (pensare a se stessi) o utilitaristici (pensare alla maggioranza) in quanto dovrebbe invece essere compiuta in nome dell’universalità della natura umana. Questo è quanto gli stessi Californiani stanno or ora sempre più a dimostrarcelo nel volersi distinguere effetto del loro esito referendario che con la “proposition 14†si possono permettere di buttare avanti la palla della democrazia giacché con la –Top Two– soluzione intendono aprire le primarie alla libera contendibilità d’ogni spontanea rappresentanza politica a tutti i cittadini indifferentemente dai loro orientamenti politici che potranno liberamente proporsi per competere. Poi i primi due che avranno superato le primarie risultando i primi due (top two!) potranno competere per contendersi il collegio alle elezioni! E’ appunto, con la libera concorrenza a tutto tondo aperta al potenziale delle conformazioni politiche presenti sul territorio che si genera una virtuosa contendibilità che fisiologicamente potrà meglio contrastare l’assolutismo, la nomeklatura, la casta per riprodurre efficienza! Questo contribuirà senz’altro a sparigliare perfino l’ordinamento istituzionale, modelli che si stanno rendendo sempre più precari!?
    • Altra prerogativa alla liberalizzazione degli accessi sarebbe auspicabile adottando l’opzione del “write in” sulla scheda elettorale. Rappresenterebbe un’utilissima efficace opzione potenziale e funzionale per contrastare l’autoreferenzialità delle caste la cui efficace applicabilità e stata concretamente dimostrata alle ultime elezioni di midterm per il Senato in Alaska. Invece, noi preferiamo far finta di scegliere con “liste blindate†propinateci da un manipolo di politici che si possono comodamente nominare un intero bicamerale parlamento!
    • Un’ulteriore liberalizzazione viene rappresentata dalla necessità d’eliminare il Quorum a tutti i Referendum ed oltre a quelli “confermativi†ed abrogativi, urge la necessità di dover introdurre per “irrinunciabile fisiologico -balance- equilibrio†quello propositivo! Giacché alcun sistema può reggersi sempre sulla dinamica del solo togliere per controbilanciamento qualsiasi equilibrato sistema reclama anche sotto il profilo referendario, per contrappunto la possibilità di poterci aggiungere: col propositivo! Vedonsi quanto già accaduto ultimamente in California come quanto già sin dal medioevo continua periodicamente ad “accadere†e si pratica continuativamente nella stessa Svizzera quale esempio di “democrazia matura†e, patria del referendum per antonomasia!
    • Oltre al problema del sistema elettorale come su detto e delle liste bloccate che ci impediscono non solo la possibilità di scelta ma anche di controllare il parlamentare, è palesemente lesivo di ogni basilare democrazia, aspetti che vanno assolutamente combattuti è quella di impedire le pluricandidature, che consentono oggi a un 40% di eletti il controllo sostanziale sulle nomine dell’intero Parlamento! Aspetti che ulteriormente si assommano negativamente e che sarebbe opportuno eliminare.
    Quando, vivendo in una società degli accessi inconcepibile risulta continuare a farsi imbrigliare e/o legare in compassati archetipi, schemi quando, la pervasività delle nuove tecnologie ed internet stanno radicalmente rivoluzionando il nostro modo di essere e di vivere, imprimendone un’inesorabile iperbolica continuativa accelerazione…quella che ci permette sempre più di essere tutti globalmente interconnessi in un dinamico interattivo coinvolgimento negli interscambi da cui discende l’esigenza di nuovi approcci autenticamente sistemici e completi anche per l’aspetto elettorale dove il SEMIALTERNO ne rappresenta una coerente risposta a quel grido di libertà che viene dal futuro!
    Serve semplicemente la volontà ed il coraggio di voler cambiare senza farsi imprigionare dentro quegli stessi obsoleti schemi e/o modelli transitivi che la casta usa propinarci per continuare ad aumentarsi la posta in gioco e rendersi intransitiva ed ancor più autoreferenziale. Giacché la nostrana casta s’alletta aggiungercene sempre di nuove e talora ancor più anacronistiche caselle quanto molto probabilmente lo sarà prossimamente proponendo quella presidenzialista! Quale ulteriore variabile per così continuare ad eludere il problema e, menar il can per l’aia, questo od altro ancora cercherà immaginarsi, nonostante i modelli presidenziali risultino essere in continuo affanno e sofferenza rispetto ai parlamentari tant’è che negli USA Ackermann e Fishkin suggeriscono addirittura di creare una nuova festività nazionale chiamata Deliberation Day, che dovrebbe cadere subito prima delle elezioni nazionali e durante la quale gli elettori potrebbero partecipare ad una serie di incontri in cui discutere, se lo desiderano, di questioni elettorali… Appunto i “parlamentari†sono i sistemi che stanno ottenendo sempre migliori riconoscimenti per le loro performance (Sartori) e, la Germania sembra insegni!