SCAMBIO CULTURALE TRA MOSCA E LA CAPITALEITALIANA

ROMA, OLTRE 500 EVENTI PER L’ANNO DELLA CULTURA IN RUSSIA E IN ITALIA

di Helene Pacitto

postato il 17/02/2011 ore 11:00

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Saranno oltre 550 gli eventi che celebreranno l’anno della cultura italiana in Russia e l’anno della cultura russa in Italia. Mostre, eventi, concerti, rappresentazioni teatrali e cinematografiche per far conoscere i rispettivi patrimoni storico-artistici e non solo.

“Sarà il programma culturale più ricco mai realizzato con un altro Paese straniero”, assicura il ministro Sandro Bondi presentando il calendario delle manifestazioni a Palazzo delle Esposizioni, a Roma.

“Sarà anche un’occasione di occupazione in campo culturale nelle nostre nazioni”, gli fa eco l’omologo russo Aleksandr Adveev. Le iniziative saranno finanziate al 50 per cento da aziende italiane attive in Russia, oltre ai fondi messi a disposizione dalla Presidenza del Consiglio. Spazio particolare sarà dedicato ai giovani artisti, chiamati a confrontarsi con forum e scambi culturali.

Da Mosca arriveranno in Italia le icone e le opere dell’avanguardia russa di inizio Novecento, i tesori degli zar provenienti dall’Armeria del Cremlino (al centro di due mostre a Palazzo Pitti a Firenze) e una Madonna proveniente dal museo Pushkin (agli Uffizi).

In cambio, l’Italia presterà tele di Caravaggio (ancora da definire), Raffaello (“Dama del liocorno”), Botticeli (“Minerva doma il centauro”), Giorgione (“Doppio ritratto”). La Casa del cinema di Roma ospiterà rassegne della nuova cinematografia e domentaristica russa, mentre a fine mese la Biennale presenterà a Mosca una selezione delle opere del cinema italiano dell’ultima edizione. Sul fronte teatrale, gli scambi culturali vedranno di scena in tournee al Piccolo di Milano e al Valle di Roma realtà consolidate come il Maly Teatr e il Boris Eifman di San Pietroburgo e lil Kolyada di Ekaterinenburg.

Ma in tutto saranno decine le città italiane interessate dagli eventi, dalle città più importanti come Torino e Venezia fino ai cerntri minori come Tagliacozzo, Loreto Aprutino o Cerveteri.

A chiudere, a dicembre, il “Requiem” di Verdi. A portarlo in scena al Bolshoi, gli orchestrali della Scala, diretti dal maestro Daniel Barenboim. Quella milanese sarà la prima orchestra straniera a esibirsi nel tempio della lirica dopo i lavori di ristrutturazione.