LIBIA E GAS

Franco Battaglia

di Franco Battaglia

postato il 23/02/2011 ore 12:41

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Di Franco Battaglia – Cosa succederà nei prossimi giorni in Nord Africa non lo so. Però so che produciamo in casa meno di 10 miliardi di metri cubi di gas degli oltre 80 che consumiamo ogni anno: il resto lo importiamo, per quasi la metà dal Nord Africa e un terzo di questo proprio dalla Libia. Col gas non solo ci scaldiamo d’inverno, ma anche produciamo la metà dell’elettricità che consumiamo. Insomma, siamo in braghe di tela, né sono servite le Cassandre – tra le quali noi stessi: il loro destino, d’altra parte, è non essere ascoltate. Anche se, a dire il vero, non è che ci vogliano potenti capacità divinatorie per vedere l’ovvio. Né la preveggenza è il nostro forte: ci basta la veggenza. Ma, per qualche misteriosa ragione, riscuote successo chi, tenendo gli occhi ben chiusi, garantisce di saper prevedere un improbabile futuro.

Pochi giorni fa ho partecipato ad un dibattito pubblico con un signore di Legambiente. Costui prometteva alla platea che fra 30 anni il 50% del fabbisogno elettrico dell’Europa verrà da eolico e fotovoltaico e a nulla è servito che io facessi notare quanto egli sognasse: lui ha riscosso gli applausi, io i fischi. E vabbè, riesco a sopportare benissimo, ma ciò che mi lascia quanto meno perplesso è il fatto che è, quello di pochi giorni fa, un film già visto. Proprio 30 anni fa i Verdi del mondo promettevano il sole, che, ridente, era, allora come ora, il loro vessillo. Orbene il fatto è che, il sole contribuiva, 30 anni fa, per il 9% all’energia del mondo, mentre oggi vi contribuisce per il 7%. Lo stesso se si guarda alla sola produzione elettrica mondiale: dal sole, 22% nel 1980 e 18% oggi. Eppure, nel frattempo, i Verdi del mondo sono stati coccolati e venerati, e gratificati di posizioni ai massimi vertici del potere, e hanno plasmato di Verde la cultura, si fa per dire, del mondo. Insomma hanno avuto, e alla grande, la loro chance.

I Verdi italiani, poi, sono stati i primi della classe. Nel 1985 i dirigenti di Legambiente promettevano che l’Italia avrebbe generato dal vento, entro 10 anni da allora, il 10% del proprio fabbisogno elettrico. Dopo 10 anni, nel 1995, il contributo del vento alla generazione elettrica italiana non fu del 10%, né dell’1% o dello 0.1% o dello 0.01%: fu di 1 su 400.000, e ancora oggi è inferiore al 2%, nonostante gli scempi al paesaggio, inutilmente denunciati da Vittorio Sgarbi e Carlo Ripa di Meana.

Ancora più disastrosa è la situazione sul fronte del fotovoltaico (Fv). Grazie ad una legge voluta dal governo Prodi, a tutti noi per i prossimi 20 anni verranno forzosamente prelevati in bolletta elettrica gli oneri necessari per remunerare con 47 centesimi il kWh elettrico a chi lo produce col Fv, mentre lo stesso kWh alla Borsa elettrica è quotato 7 centesimi: un furto legalizzato da una legge-truffa, insomma. Non si capisce cosa ci faccia la magistratura in questo Paese. O meglio, si capisce, e si vede, benissimo, purtroppo.

La cosa grave, la cosa veramente grave, non è questo indebito prelievo, quanto il fatto che gli impianti Fv sono inutili e dannosi. Sono inutili, perché esserci o non esserci è, per ragioni tecniche, la stessa cosa, e non andrebbero installati neanche se fossero gratis. Sono dannosi perché gratis non sono: se un impianto nucleare ci costerà 3 miliardi per gigawatt, e ha una vita certificata di 60 anni, un impianto Fv che produca la stessa energia per anno ci sta costando 60 miliardi, e ha una vita certificata di meno di 30 anni.

Il risultato di queste scelte dissennate è che, visto che col Fv, e a costi elevatissimi, non potremo coprire oltre lo 0.1% del fabbisogno elettrico, e visto che facciamo gli schizzinosi anche col carbone, siamo costretti a soddisfare quel fabbisogno per oltre il 50% col gas. Non lo fa nessuno, al mondo: tipicamente, il ricorso al gas è, al massimo, del 20% (in Germania non va oltre il 10% e in Francia non oltre il 5%). Insomma, cari lettori, siamo nei guai. Possiamo uscirne? Sì e la ricetta sarebbe pure semplice: interrompere immediatamente il flusso di denaro pubblico verso eolico e fotovoltaico (magari, perché no?, restituendo ai cittadini il maltolto di questi anni), potenziare l’uso del carbone, accelerare sul nucleare, riconsiderare l’idroelettrico (unica fonte solare degna di nota). I nostri figli ce ne saranno grati.

Commenti

  1. Martino scrive:

    quante cavolate.. infatti tutto il mondo sta aumentando l’energia da fonti rinnovabili proprio per quello che viene suddetto. si come no