postato il 11/05/2011 ore 12:40
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Di Ambrogio Crespi -Â Mi ha fatto ridere la notizia che a Roma il Sindaco, datore di lavoro dei vigili urbani, sia stato fischiato alla loro assemblea.
Il vulnus risiede nel video trasmesso da Le Iene in cui i vigili urbani di Roma, nella migliore delle ipotesi, facevano la figura degli indolenti. Ho letto che riguardo a quei vigili sono stati presi provvedimenti: niente di definitivo, una sospensione per poi essere riammessi, dal momento che l’indolenza non è reato e pare neanche motivo per un licenziamento.
Bene, nella mattina di mercoledi’, giorno in cui Roma vive col fiato sospeso per paura di un terremoto immaginario, il Sindaco si è presentato alla loro assemblea, ha parlato, ha discusso come è giusto che faccia, e all’uscita un gruppo di pizzardoni romani lo ha aspettato e fischiato.
Tra le categorie che infestano l’esistenza dei cittadini c’è proprio quella dei vigili urbani. Per carita’, fanno sicuramente un lavoro difficile, all’aperto d’estate e d’inverno, esposti alle intemperie e allo smog, ma il piu’ delle volte scaricano sui cittadini la propria aggressivita’. E i vigili romani, che una volta erano fiore all’occhiello della romanita’, oggi appaiono arroganti, scostanti e poco presenti, anzi la loro presenza spesso è sinonimo di caos.
Se la regola transitiva vale anche in questo caso, chi non ha consenso e fischia non fa altro che produrre il consenso di chi viene fischiato.