di Redazione
postato il 23/05/2011 ore 14:00
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Dopo l’eruzione del vulcano Grismvoetn di sabato e la chiusura di parte dello spazio aereo sopra la Groenlandia, territorio oltremare della Danimarca Eurocontrol spiega che non è prevista alcuna chiusura dello spazio aereo europeo; al momento l’unico spazio aereo chiuso è quello sopra l’Islanda, “fino a nuovo ordine”. L’area rimarra’ interdetta fino alle 14:00 di lunedi’ (le 13:00 italiane). La notizia è stata diffusa da Naviair, l’agenzia danese per il controllo del traffico aereo che gestisce lo spazio aereio della Groenlandia fino a 6.000 metri (al di sopra di questa altitudine invece si entra nella competenza dell’Islanda e del Canada).
Helle Kogsbelle, portavoce di Naviair, ha dichiarato alla France Presse che: “Questo spazio, fino a 6.000 metri di altitudine, da nord di Kulusuk, a sud-est dell’isola, fino a Constable Point, a est, continuera’ a essere chiuso al traffico a causa dell’arrivo delle ceneri del vulcano islandese sulla costa orientale della Groenlandia”.
In una nota, l’Ente europeo per la sicurezza spiega che “La nuvola di cenere attualmente si innalza fino a 8-12 chilometri di altezza e dovrebbe arrivare sul nord della Scozia martedì”. Ma avverte anche che, se l’eruzione del vulcano dovesse proseguire con la stessa intensità , la nuvola potrebbe raggiungere giovedì la zona ovest dello spazio aereo francese e il nord della Spagna; per questo motivo Eurocontrol rinnova l’invito a tutte le compagnie aeree a restare vigili e a monitorare costantemente la concentrazione di ceneri nei cieli europei.
Il vulcano Grimsvoetn, si trova sotto il ghiacciaio Vatnajoekull nel sud-est dell’Islanda, ed è il vulcano piu’ attivo del Paese: conta ben nove eruzioni tra il 1922 e il 2004. Appena rientrato in attivita’ ha iniziato a emettere una densa colonna di fumo bianco, che ha raggiunto i 15 chilometri di altezza. Uno scenario che ha subito riportato la memoria alla ripresa dell’attività del vulcano Eyjafjallajokull, sempre in Islanda,che solo un anno fa ha gettato nel caos il traffico aereo europeo per oltre un mese, causando danni per quasi 5 miliardi di dollari.
Anche stavolta si teme che nel caso in cui l’eruzione prosegua, la nube di cenere possa raggiungere Gran Bretagna, Francia e Spagna.