IMBOSCATI STATALI

Gianni Toffali

di Gianni Toffali

postato il 22/06/2011 ore 13:23

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Di Gianni Toffali – Il ministro Brunetta ha snobbato una “precaria” comunista da 1800 euro al mese, ed apriti cielo: il castiga fannulloni più noto d’Italia è stato mediaticamente aggredito da chi ha scambiato il posto fisso per un diritto divino. Quello che l’italiano medio ignora è che il termine precario è stato inventato di sana pianta da una lobby culturale che ha scambiato le casse dello Stato per delle grosse mammelle da mungere sino all’essicazione.

In Italia, probabilmente memori della vecchia scuola sovietica, i sindacati, i partiti di sinistra e certune aree stataliste che si annidano persino nel centrodestra usano le risorse dello Stato alla stregua di un ammortizzatore sociale finalizzato a creare occupazione a prescindere dalla produttività e dall’utilità sociale e pubblica.

Nulla di strano quindi se l’Italia è l’unico paese al mondo con 3,6 milioni di dipendenti statali. Nulla di strano quindi se la scuola pubblica ha pensato che quattro insegnanti siano meglio di uno. Nulla di strano quindi se la Pubblica Amministrazione s’è inventata migliaia di profili professionali socialmente inutili.

Nulla di strano quindi se le grandi aziende pubbliche e private abbiano ideato i call center e assunto migliaia di dipendenti. È vero solo in parte che i cosiddetti precari siano vittime del sistema Italia, vale a dire un mercato del lavoro ingessato da vincoli burocratici e contribuzione onerose che ne impediscono la flessibilità o, meglio, la possibilità di cambiare facilmente professione.

Il problema principale sta nella testa degli italiani che a differenza degli stranieri, essendo “contagiati” dal mito del posto fisso, non riescono a concepire che un lavoratore nel corso della vita possa cambiare più volte lavoro. A prescindere dal condizionamento indotto da certuna cultura statalista assistenzialista, i precari, con le loro lamentale quotidiane, dimostrano di essere senza ambizioni e aspirazioni. Invece di mettersi a studiare per anelare a qualifiche più allettanti, o di migrare all’estero ove gli sbocchi professionali sono senz’altro migliori di quelli italiani, se ne stanno a piangere tutto il giorno o a inveire contro chi vorrebbe smantellare un sistema di privilegi e di caste che solo i lavoratori italiani godono.

Sino a che lo Stato non applicherà il criterio della meritocrazia, imboscati, fannulloni e scansafatiche continueranno a rubare il futuro dei precari, talvolta non meno colpevoli dei loro privilegiati colleghi. Se Brunetta non esistesse, bisognerebbe inventarlo.

Commenti

  1. roberto scrive:

    parole…soltanto parole.
    Meritocrazia? In Italia penso sia una parola inconsistente. Siamo incapaci di creare un sistema che premi effettivamente la meritocrazia.
    La colpa? Certamente di tutti noi ma, più colpevoli degli altri certamente i vertici (politici, dirigenti), perchè? Semplice perchè pur avendo la possibilità di cambiare le cose non lo fa o meglio non ne è capace…
    E’ facile dire dipendenti statali = fannulloni o assenteisti. Ma si ci dimentica di quelli che, invece, portano avanti la macchina amministrativa con fatica, senza assenze e a scapito dei tagli che colpiscono più i servizi che gli sprechi che, a livello centrale, continuano a rimanere.
    Perchè, per esempio, il buon Brunetta non ha previsto il cartellino per i Dirigenti? Perchè non introduce strumenti veri per misurare la produttività, quali una volta per tutte la rilevazione dei carichi di lavoro? Così finalmente si vedrebbe chi lavora e chi no, con buona pace di tutti. Perchè non si snellisce (o lo si fa solamente a parole) la burocrazia?
    Brunetta? Penso sia stato una bella (?) invenzione. Ma alla lunga è diventato (per fortuna) poco credibile. Di solito l’esperienza insegna (perlomeno in Italia) che chi si erge a Censore è colui che meglio conosce il fango per averci a lungo sguazzato.
    Personalmente sto con i precari che è lo Stato stesso che ha creati per mezzo di politici, sindacalisti tra i quali alla fine non c’è molta differenza, visto che questi ultimi si muovono oramai come soggetto politico…
    Potrei scrivere sull’argomento per ore ma qui mi fermo vista l’inutilità…