ALL'ASSEMBLEA DELLE NAZIONI UNITE HANNO PARLATO ABU MAZEN E NETANYAHU

ONU, IL DISCORSO DI ISRAELE E PALESTINA APRE UNO SPIRAGLIO SULLA PACE

di Vincenza Foceri

postato il 23/09/2011 ore 21:28

  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • OkNotizie

condividi questo articolo

Il presidente Abu Mazen,  dall’Assemblea Generale dell’Onu ha presentato a Ban Ki Moon la richiesta per il riconoscimento dello Stato della Palestina. Nonostante l’ostilità di Israele il presidente ha lanciato la proposta destinata a dividere il mondo tra favorevoli, contrari e propensi – per ora – al silenzio come gli Stati Uniti.

Il discorso di Abu Mazen è stato salutato da un caloroso applauso, al quale è seguito quello di Benjamin Netanyahu. Il primo ministro israeliano ha lanciato un messaggi sulla questione Mediorientale: “Sono venuto a dire la verità e la verità è che Israele vuole la pace con i palestinesi – ha detto – i palestinesi vogliono uno Stato senza la pace” ed ha proposto al leader palestinese un incontro per affrontare la questione. “Se vogliamo davvero la pace chi ci ferma? – ha detto Netanyahu ad Abu Mazen – Parliamo apertamente e onestamente. Ascoltiamoci”.

Tuttavia il presidente palestinese è stato molto duro con Israele, accusando lo Stato di aver messo in atto una “campagna demolitrice e la sua pulizia etnica verso i palestinesi – ha detto -La nostra azione non è un’azione unilaterale, noi non miriamo a isolare o a delegittimare Israele ma a delegittimare la sistematica colonizzazione dei Territori palestinesi”.

Anche se arroccati sulle loro ragioni i due leader hanno, tuttavia, lasciato aperta la porta ad una speranza di risoluzione delle  ostilità tra i due popoli da sempre in lotta. L’Organizzazione per la liberazione della Palestina, solo legittimo rappresentante del popolo palestinese e che rimarrà tale fino alla risoluzione del conflitto, è pronta a tornare al negoziato con Israele - ha aggiunto il presidente palestinese – se questa, potenza occupante, cesserà la costruzione di colonie. Tendiamo la mano al governo e al popolo israeliano per fare la pace. Costruiamo ponti di dialogo invece di posti di blocco e muri di separazione”.