PAGA CHI HA PAGATO

Davide Giacalone

di Davide Giacalone

postato il 05/12/2011 ore 10:43

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di Davide Giacalone – Tanti saluti all’idea che si doveva far pagare quelli che non avevano pagato. Pagheranno quelli che hanno sempre pagato, per giunta di più, vale a dire le fasce alte delle aliquote Irpef. Non è un colpo di scena, ce lo aspettavamo. Credere che fosse possibile il contrario è un po’ credere nelle favole, e noi non ci crediamo. Però c’è un aspetto fastidioso, un elemento culturale che segnaliamo ai professori al governo, talché lo mettano nel conto di reazioni negative: sostenere che questo sia un atto di giustizia sociale, perché così pagano i ‘ricchi’, è una tesi intollerabile. Primo, perché così pagano solo le persone oneste. Secondo, perché immaginare come ‘ricchi’ i redditi che superano i 55mila euro può farlo solo chi preferisce coltivare pregiudizi sociali al far di conto. Il ceto medio e professionale subisce una spazzolata fiscale senza veder modificare, anche nel senso di maggiore apertura alla concorrenza, le regole del proprio lavoro. Peccato, perché le riforme avrebbero favorito la crescita, mentre i prelievi favoriscono solo la depressione. A questo si aggiunga che rimane in predicato un possibile innalzamento dell’Iva, già cresciuta di un punto, il che ulteriormente colpisce i consumi, già in recessione da mesi.

Ma che volete? diranno quelli del governo: siamo in un momento terribile, abbiamo ereditato una situazione difficilissima e non potevamo fare altro. E’ vero, avrebbero ragione a dirlo. Ma è anche drammatico perché, se ci si limita a quel che si mormora e annuncia, vuol dire che siamo finiti in un vicolo cieco. Dove i primi ad essere bendati, però, sono gli stessi che dovrebbero tirarcene fuori. Perché, per dirne una, non sento parlare di vendite e privatizzazioni? Anche con quelle si farebbe cassa, ma senza incrudelire la recessione e senza lasciare in bocca il sapore sgradevole della vendetta sociale (inaccettabile, visto che non c’è un accidente da vendicare). Conosco l’obiezione: ci vuole tempo e i soldi servono subito. Ma con tante belle menti a disposizione si possono trovare soluzioni tecniche capaci di produrre liquidità. Ad esempio si possono mettere i beni pubblici dentro un contenitore immediatamente valorizzabile, quindi immediatamente capace di trasformarsi in moneta sonante. Si può anche immaginare di portare verso quel veicolo, anche forzosamente, i quattrini degli italiani che si trovano ad avere liquidità, di modo che quei soldi verrebbero comunque schierati nella trincea del debito pubblico, ma senza essere ufficialmente sequestrati da un inasprimento fiscale, bensì speranzosamente riposti sul Piave, in attesa che Vittorio Veneto getti nel passato Caporetto.

Una proposta di questo tipo è stata già descritta da Enrico Cisnetto, meriterebbe che ci si spiegasse perché non preferirla al torchio dell’erario (oltre tutto egli è genovese, quindi spontaneamente portato alla micragna, sicché dovrebbe trovare ascolto in un governo ufficialmente nato per far venire il braccino corto alla spesa pubblica, non per allungare le mani nelle tasche delle persone per bene, dei benemeriti che non nascondono i guadagni). Non essendo mai stato in cattedra, dall’ultimo banco vorrei segnalare un problema, a tanti illustri docenti: se l’unica cosa che si riesce a fare, vale a dire tassare, è la medesima che chiunque altro sarebbe stato in grado di concepire, se l’attesa dei provvedimenti si corona con la presentazione dei più scontati, esclusa l’incompetenza degli autori prende corpo la disperazione dei cittadini. Insomma, vuol dire che siamo alla frutta e che le idee scarseggiano più dei talleri. E’ per questo, non certo per amore degli equilibrismi politici, che speriamo (veramente) si sappia aggiungere alle misure di cassa anche non meno concreti provvedimenti per lo sviluppo. Nel primo semestre dell’anno in corso i distretti italiani hanno segnato una crescita delle esprotazioni più alta dei tedeschi. La migliore in Europa. Se si interseca il dato regionale (l’area più forte è stata il Nord-Est) con quello merceologico si scopre che l’area più debole, ovvero il Sud, ha elementi d’eccellenza, che la pongono all’avanguardia, laddove si parla di tecnologia avanzata. Cito questo dato per dire che l’Italia produttiva c’è, quella che rischia, che studia e che inventa, è presente. A quest’Italia non si deve raccontare la storia triste dei ricchi da punire, specialmente se l’asticella della ricchezza viene collocata così in basso. Guai a stroncare le gambe di chi vuol correre, guai a distruggere il morale di chi ha l’ambizione di vincere, perché così facendo poi ci ritroviamo solo con l’Italia che campa di trasferimenti pubblici, ovvero gli stessi che si dovrebbero comprimere. A quel punto ci troveremmo a verificare la conferma di una dannazione: il consenso elettorale raccolto proprio grazie a una spesa che condanna l’Italia a scivolare indietro, lasciando senza degna rappresentanza gli italiani che incarnano l’unica seria alternativa alla rassegnazione declinante. Il governo Monti aveva ed ha la possibilità di ridare fiducia e dignità a questa Italia. Stia attento, per assenza di coraggio e fantasia, a non accartocciarsi nella retorica del sacrificio e della sofferenza, quasi fossero lussurie e non malanni. Ricordi che siamo una delle gradi potenze economiche del mondo. Che certamente necessita di rimettere ordine nei propri conti pubblici, che sicuramente, nel farlo, si possono rompere privilegi e tabù, ma non si può e non si deve farlo fracassando le ossa all’Italia dei privati produttivi, assai meno indebitati, quindi più virtuosi, dei loro simili nel resto d’Europa.

Commenti

  1. Nicola Di Sabato scrive:

    CRITICHE ALLA MANOVRA FINANZIARIA DEL GOVERNO MONTI
    Ritengo che questo decreto sia fortemente sbilanciato nel fare pagare maggiormente ai lavoratori a reddito fisso , pensionati , artigiani , professionisti .
    Il lavoro fatto dal Governo Monti è certamente apprezzabile per lo sforzo fatto in così poco tempo , ma certamente appare di gran lunga sproporzionato nei valori di equità richiesti alle diverse parti sociali soprattutto a quella parte di italiani che detengono circa il 50%della ricchezza nazionale e che comunque anche con un maggiore peso fiscale avrebbero consentito il non un ulteriore restringimento del potere di consumo dei ceti medi bassi e quindi con una evidente inclinazione verso la recessione .
    Certamente il nuovo governo ha dovuto tenere conto che la maggioranza nella camera e nel senato è ancora condizionata dal PDL e quindi è questo peso che ha spostato i maggiori interventi verso i redditi più bassi ( tenendo conto di quanto già fatto con le manovre precedenti ). Vediamo le critiche principali :
    1°) La critica principale riguarda la lotta all’evasione fiscale che i dati concordano in 120 miliardi di € e per combatterla e c’è un metodo che non è ne di destra ne di sinistra ma che è largamente confortato e utilizzato da molti paesi europei quello di impedire il contante in € con la tracciabilità estesa alla maggior parte dei pagamenti , mediante carte di credito, ma con la possibilità per chi paga di estendere al massimo la deducibilità di molti pagamenti dalle tasse .
    Questo sistema che ha dato frutti in tutti i paesi europei in cui viene applicato avrebbe sicuramente potuto far emergere evasione fiscale e pagamenti in nero per almeno 100 miliardi di € e inoltre una più semplice controllo della finanza legata alla criminalità e alle mafie .
    2°) Fare pagare ai capitali dello scudo fiscale solo 1.5% ( valore dei capitali dello scudo fiscale 100 miliardi a cui è stato fatto pagare solo il 5%) per il valore complessivo richiesto ai capitali rientrati con lo scudo fiscale ammonta a 6.5% contro valori ben più alti applicati dagli altri stati europei e gli Stati Uniti .
    Lo stesso P.D. proponeva al Governo Berlusconi una tassa “ una tantum “ a tali capitali del 15% valore assolutamente già inferiore a quello richiesto da altri paesi e quindi l’applicazione dell’ulteriore tassazione di 1.5% rappresenta un valore assolutamente esiguo per fare pagare anche quelli che hanno evaso .
    3°) L’aumento sulle accise della benzina e prodotti petroliferi incidono su tutta la popolazione e quindi anche sui redditi più medio bassi inoltre anche con l’aumento dell’iva è facile considerare un’ aumento dell’inflazione .
    4°) Il blocco della rivalutazione degli stipendi di 1000 € mensili con l’inflazione che tenderà a salire almeno al 4% porterà alla riduzione di queste pensioni a 500€ all’anno mentre per quelle di 2000€ una riduzione della rivalutazione di 1000 €.
    E quindi il blocco delle rivalutazioni delle pensioni medio basse inciderà ulteriormente per le famiglie che hanno carichi familiari , affitti , ecc.
    5°) Non si indica di come tassare sia pure “una tantum” i capitali italiani depositati nelle banche svizzere ( valori da 100-400miliardi di € ) che potrebbero fare fruttare il 26% come concordato dal governo Svizzero con la Francia e la Germania e l’Italia ?
    Del resto se ai capitali dello scudo fiscale abbiamo chiesto il 6.5% con quale atteggiamento possiamo chiedere come la Francia e la Germania il 26% ?
    Speriamo che questo avvenga al più presto .
    Quindi non si critica l’ammontare dei 30miliardi di € che il governo con tempi assolutamente veloci ha messo in campo “per salvare l’Italia “ ma questo ammontare poteva essere trovata in modo diverso facendo pagare di più appunto a quel 10% di Italiani che detiene il 50 % della ricchezza nazionale .
    Questi soldi che oggi mancano alle casse dello Stato Italiano avrebbero potuto essere quelli che potevano garantire una vera equità sociale e soprattutto una forte utilizzazione del grande patrimonio storico ambientale che spesso per incapacità o carenza di fondi tende ad andare in malora mancando anche di corrette promozioni turistiche e marchi dei sistemi storici ambientali caratteristi ad esempio “Le ville Venete “ …
    Questo patrimonio se ben coordinato , organizzato e diretto può produrre una notevole crescita e manodopera , incremento turistico culturale che come l’edilizia muove un grande ventaglio di settori e l’Italia apprezzata in tutto il mondo dovrebbe impegnare il massimo di energia in tal senso anche perché questa è una delle principali vie che può dare sviluppo all’Italia .
    Mancando questi fondi come potremo fare fronte agli interessi del debito pubblico che ammontano ogni anno 80miliardi €? E la scadenza entro la fine di aprile del 2012 di circa 200 miliardi di € titoli di stato in scadenza da chi verranno acquisiti ?
    Certo dovranno essere varate nuove norme a livello europeo ma se queste non verranno
    perché la tracciabilità del denaro contante vale solo a partire da 1000€ ?
    Detto questo a mio parere il pareggio di bilancio non sarà sufficiente se le nuove regole che speriamo vengano fatte degli euro bond e della B.C.E. non ci permetteranno di avere acquisti dei titoli di stato non con i tassi verificati che hanno sfiorato l’interesse dell’8 % ma interessi possibilmente non superiori al 4% per potere in questo modo anche ridurre il debito .
    Speriamo quindi che il decreto possa essere migliorato e integrato perché questa è la speranza del futuro dell’Italia e ogni fatica fatta fino ad oggi potrebbe anche andare in fumo !!!