di Helene Pacitto
postato il 06/01/2012 ore 11:51
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Obama, insieme al segretario della difesa, Leon Panetta, e al capo degli stati maggiori riuniti, il generale Martin Dempsey, ha illustrato nella serata di ieri, durante un incontro con la stampa al Pentagono, la nuova dottrina strategica della Casa Bianca.
Il Presidente degli Stati Uniti ha annunciato forti tagli al bilancio militare per circa 450 miliardi di dollari, i quali verranno spalmati nei prossimi dieci anni.
Inoltre verrà riposta maggiore attenzione alla pianificazione militare verso l’Asia e non verranno più supportate operazioni su larga scala come quella in Iraq o in Afghanistan. Tutto allo scopo di mantenere l’esercito in grado di vincere una guerra e conservare, allo stesso tempo, il potere di deterrenza su un altro eventuale fronte.
“Le riduzioni di bilancio non andranno a spese delle capacità cruciali ma saranno fatte in modo responsabile”, ha sottolineato Obama assicurando che l’America continuerà a contribuire alla Nato che si è dimostrata importante nell’intervento in Libia.
Per gli USA, quindi, niente più progetti a lungo termine di nation-building con la presenza di vasti contingenti militari, anche se ciò non sembrerebbe comportare l’intenzione di voler abbassare l’attenzione rivolta al Medio Oriente e ai cambiamenti sociali in atto nella sue zone.
Tagli sono previsti anche all’arsenale nucleare che sarà ridotto, in accordo alla firma del trattato Start tra Obama e Medvedev, ma garantirà in ogni modo “gli obiettivi di deterrenza”.
Anche se con un esercito più snello, gli Stati Uniti, ha sottolineato il presidente, “manterranno comunque la loro superiorità ”, pur se non disporranno però di un esercito così grande da poter condurre prolungate operazione di stabilizzazioni su larga scala.