MANUELE MALENOTTI: UNA LEGGE NON PUO’ ANDARE CONTRO LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE SUL WEB

di Redazione

postato il 18/01/2012 ore 17:50

  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • OkNotizie

condividi questo articolo

La protesta contro Sopa e Pipa, le due leggi all’attenzione del Parlamento americano per la sicurezza sul web, si è allargata: da Wikipedia ai social network in molti sono in agitazione contro la limitazione della libertà di espressione online. Come scrive Manuele Malenotti sul suo blog ”Immaginate che proprio oggi aveste bisogno di cercare qualcosa su wikipedia, l’enciclopedia online più usata al mondo: beh, oggi non potete. Per 24 ore, infatti, Wikipedia ha deciso di oscurare le sue migliaia di pagine per protestare contro due leggi attualmente in discussione al Parlamento americano, le cosiddette Sopa e Pipa. Due leggi da cui lo stesso presidente Barack Obama prende le distanze e contro cui tutti noi dovremmo protestare”.

”Il web – si continua a leggere – vive e cresce grazie alla libertà di circolazione dei contenuti e delle idee, qualsiasi provvedimento che cerchi in qualunque modo di restringere questo potere va combattuto. Le due leggi si nascondono dietro la lotta alla pirateria online, ma in sostanza porrebbero dei limiti troppo grandi alla libera espressione su internet”.

Spiega l’imprenditore ”La Sopa da la possibilità alle autorità federali e ai provider stessi di bloccare l’accesso o i finanziamenti a qualunque sito che usi contenuti di cui non possiede il diritto d’autore. Se pubblicate un video su Facebook di cui non avete il copyright, potrete essere denunciati e finire addirittura in carcere”.

Infatti continua a scrivere ”È chiaro che le leggi vogliono colpire prima di tutto i social network e non la pirateria online: Facebook, Twitter, Google hanno monopolizzato l’economia del web e questo deve aver fatto storcere il naso a molti. Ma non è pensabile che anche solo il linkare i contenuti sul mio profilo possa costituire un reato perseguibile con il carcere! Al parlamento Usa è stata presentata un’altra proposta di legge, detta Open, appoggiata fra l’altro anche dai big prima citati e che rivede in sostanza il ruolo del Dipartimento della Giustizia in merito al copyright”.

E conclude ”Il web è una risorsa che ancora oggi purtroppo i grandi della Terra tendono a sottovalutare, ma lo è diventata grazie all’apertura verso le nuove idee che da sempre l’ha contraddistinta e che è parte stessa della sua natura, facciamo in modo che questo continui”.