di Helene Pacitto
postato il 19/01/2012 ore 21:13
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Dopo due tavoli di operazioni mirate ad introdurre ulteriori “aggiustamenti” alla riforma del mercato del lavoro, pare che finalmente il premier Mario Monti abbia in mano un documento che potrebbe andar bene anche ai sindacati.
Pare che l’esecutivo, con in testa il Ministro del Welfare Elsa Fornero e quello delle Attività Produttive Corrado Passera, abbia finalmente trovato una via per il comune accordo oltre che con i sindacati anche con gli imprenditori, sulla base di un vecchio disegno di legge fatto due anni fa dagli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi.
Contratto unico di apprendistato e introduzione del reddito di disoccupazione: sono questi gli assi nella manica della Fornero. ”Dovremo ridurre la frammentazione dei contratti - ha sottolineato il Presidente del Consiglio Monti – e far andare di pari passo la riforma del mercato del lavoro con quella degli ammortizzatori sociali”.
“L’obiettivo – ha continuato Monti – è creare una maggiore mobilità che protegga il lavoratore ma non renda sclerotico il mercato del lavoro“. Per la Cgil “è importante tenere insieme crescita ed equità ” e per la Cisl “è essenziale che il governo arrivi al tavolo con la disponibilità a contrattare davvero”.
In breve le linee principali del progetto prevedono:
1.Contratto unico d’ingresso: andrà a sostituire gli attuali 48 contratti censiti dall’Istat e avrà due fasi: una di ingresso, che potrà durare fino a tre anni e una seconda fase di stabilità che porterà con sè tutte le tutele del contratto a tempo indeterminato.
2.Tempo Determinato: non sarà più possibile assumere lavoratori a tempo determinato sotto i 25 mila euro lordi l’anno ad eccezione dei lavoratori stagionali.
3. Ammortizzatori: si cerca la copertura finanziaria per arrivare al reddito minimo garantito.
Attesi per lunedì gli incontri tra i ministri Fornero e Passera e le parti sociali, mentre il Capo del Governo volerà a Bruxelles a rassicurare l’Europa.