di Helene Pacitto
postato il 24/01/2012 ore 17:32
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“La magistratura cerca i nessi causali degli eventi. Per ora l’attenzione generale si è concentrata sulle colpe del comandante – ha dichiarato il procuratore generale Beniamino Deidda a capo della squadra di magistrati che indaga sulle responsabilità del naufragio della nave da crociera Costa Concordia – che si è rivelato tragicamente inadeguato. Ma chi lo sceglie il comandante?”. “Scialuppe che non scendono – ha sottolineato Deidda - personale che non sa cosa fare, scarsa preparazione a gestire l’emergenza, ordini maldestri come quello, assurdo di tornare nelle cabine”.
“Occorre spingere lo sguardo sulle scelte fatte dal datore di lavoro, e cioè dall’armatore. La confusione che c’è stata – ha proseguito il magistrato – rivela un‘incredibile trascuratezza nell’applicazione delle norme di sicurezza“. ”Sicurezza che va organizzata prima, con esercitazioni e simulazioni, e gestita dopo. Non tutte le carenze di sicurezza possono farsi risalire alla condotta del comandante – ha concluso il capo della squadra di pm – Per questo l’inchiesta non potrà escludere alcun fronte”.
La difesa del comandante Francesco Schettino, intanto, fa sapere che cheiederà l‘iscrizione al registro degli indagati del direttore di Costa Crociere Roberto Ferrarini. ”Il comandante – così si legge nella memoria difensiva – aveva ordinato inutilmente più volte la messa in funzione della pompa di zavorra o di bilanciamento. Ma quelle pompe non funzionavano”.