MANUELE MALENOTTI: CELLULE STAMINALI E RICERCA. E’ GIUSTO PORRE DEI LIMITI?

di Giuseppina Cavallo

postato il 25/01/2012 ore 18:32

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Dagli Stati Uniti arriva la notizia che grazie all’impianto di cellule staminali due donne praticamente cieche hanno ottenuto la vista. A partire da questo risultato della ricerca scientifica, Manuele Malenotti si interroga sulla contrapposizione tra etica e ricerca. “Questo è solo l’ultimo successo, in ordine di tempo, della ricerca sulle cellule staminali che potenzialmente potrebbe essere applicata per guarire mali altrimenti incurabili come il morbo di Parkinson, le malattie cardiache, il morbo di Alzheimer, la paralisi, il diabete e l’ictus”.

“Questo – spiega l’imprenditore – però ancora non può accadere in tutti i Paesi perchĂ© la ricerca spesso incontra delle contrapposizioni etiche. E di questo che voglio parlarvi oggi, è giusto che la ricerca venga frenata dall’etica? Oppure non dovrebbe avere limiti nel suo cercare di scoprire e di indagare?”

Infatti chiarisce l’imprenditore ”Il problema etico nasce dal fatto che le cellule staminali vengono prelevate da embrioni umani appena qualche giorno dopo la fecondazione, c’è da chiedersi quindi se è giusto o no utilizzare un embrione come un contenitore di cellule. Se da un lato c’è chi ritiene che l’embrione di pochi giorni sia solo un ammasso di cellule dall’altro c’è chi sostiene che in potenza è una vita umana. Quindi moralmente è accettabile creare un embrione solo per produrre cellule staminali? Ovviamente qui le opinioni possono essere contrastanti ed è per questo che sono nati i Comitati etici locali e a livello extra-nazionale per discutere di questioni come queste”.

E conclude ”E’ ovvio che su quest’argomento non è possibile arrivare ad un’idea comune e condivisa e anche i pareri espressi dalle Commissioni spesso sono la somma di opinioni personali, contingenti e spesso modificabili nell’arco del tempo. E’ difficile prendere decisioni di questo tipo ma in ogni caso si deve consentire alla ricerca di andare avanti e di proseguire le sue indagini sulla vita umana”.