di Helene Pacitto
postato il 26/01/2012 ore 11:56
condividi questo articolo
Il differenziale tra l’aumento degli stipendi che a dicembre dello scorso anno si è attestato al +1,4% e l’inflazione (+3,3%) , dunque il costo della vita, ha raggiunto quota 1,9%. Si tratta di un divario record dall’agosto del 1995. Lo fa sapere l‘Istat, secondo cui le retribuzioni orarie previste dai contratti collettivi nazionali a dicembre del 2011 sono ferme rispetto a novembre (aumentano dell’1,4% su base annua).
Si tratta di un valore ai minimi da marzo del ‘99. In particolare dando uno sguardo settoriale si vede che a dicembre le retribuzioni orarie contrattuali hanno registrato un +2% per i dipendenti del settore privato e un aumento praticamente nullo per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a dicembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: gomma, plastica e lavorazioni minerali e attivita’ dei vigili del fuoco (per entrambi +3,1 per cento). Alla fine di dicembre il numero dei dipendenti in attesa di rinnovo del contratto e’ del 31,4 % . L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto e’, in media, di 24,9 mesi.