di Helene Pacitto
postato il 26/01/2012 ore 17:54
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Dalle dichiarazioni rilasciate dal Comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto, Marco Brusco è emerso che anche  se con la strumentazione a bordo non sarebbe stato possibile prevedere il naufragio della Costa Concordia, se l’allarme fosse stato dato in tempo forse nessuno avrebbe perso la vita. “Se il comandante Schettino non avesse fatto perdere un’ora preziosa sarebbe andata di lusso. – ha dichiarato Brusco ascoltato dalla commissione Lavori pubblici del Senato - Si sarebbero potute calare le scialuppe con calma, mettere a loro agio le persone. Invece la prima ora importante è stata persa, si è lavorato in angoscia, lui se ne è andato e ci sono stati ordini contraddittori”.
“La responsabilità del naufragio della Costa Concordia al Giglio è sicuramente del comandante Francesco Schettino – ha evidenziato Comandante generale del Corpo delle Capitanerie - c’è da chiedersi perché gli ufficiali che erano con lui, gli stessi che poi sono ’scivolati’ con il comandante sulla scialuppa, siano rimasti zitti”.
“Con la lettura della scatola nera verificheremo se la manovra di recupero è stato realmente un atto di perizia del comandante dopo aver fatto la sciocchezza oppure se sia avvenuta casualmente. -ha proseguito Brusco – C’è l’ipotesi che sia stato casuale. Sarà interessante vedere dalla scatola nera la tempistica delle ancore”.
“Non sapevamo assolutamente nulla – ha riferito l’ammiraglio Brusco a proposito dell’inchino che Schettino aveva deciso di fare – ma neanche in altre occasione la Capitaneria è stata avvertita, perché è una manovra che rientra nell’ambito della responsabilità del comandante, che nella sua navigazione, purché rispetti le regole e non condizioni la sicurezza di coloro che stanno a bordo, può fare la sua manovra”.
“L‘evento si colloca tra i più rilevanti della storia della navigazione marittima per il numero delle persone coinvolte – ha concluso – Al momento, alla luce di quanto sinora ricostruito, si può ragionevolmente affermare che ci sia stato un errore di valutazione da parte del bordo del rischio connesso alla navigazione in acque prossime alla costa”.