di Redazione
postato il 27/01/2012 ore 00:21
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27 gennaio: il giorno della memoria. “Un giorno importante per la storia e per la memoria storica dell’intera umanità” scrive Manuele Malenotti sul suo blog. Anche l’imprenditore infatti ricorda la shoah e l’olocausto l’apertura dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz quando “Il mondo intero rabbrividì e cominciò a domandarsi come era stato possibile che la Shoah, e dunque le persecuzioni, le ghettizzazioni e la reclusione nei campi di sterminio da parte dei nazisti e nei confronti degli ebrei, fossero state possibili. Campi di morte certa per milioni di vittime di quel tragico e buio periodo della storia chiamato olocausto”.
“Nel 1948 – continua il post – le Nazioni unite alla luce della catastrofe che poco o nulla aveva di umano, e che per anni era stata tollerata durante il regime nazista, promulgarono la Dichiarazione universale dei Diritti Umani. Lo scopo era quello di riconoscere i diritti inalienabili, primo tra tutti il diritto alla vita, di tutti gli uomini in ogni nazione”.
E continua ”Mai più mi ritrovo a dire anch’io oggi, anche se sono passati ben 67 anni da quel giorno in cui l’aberrazione fu portata allo scoperto. Con un misto di rabbia e lacrime penso che da una parte sia assurdo anche solo immaginare che la storia possa ripetersi, dall’altra mi rendo conto che continuare a ricordare è fondamentale soprattutto per lasciare un segno indelebile anche nella memoria delle nuove generazioni”.
Anche se conclude Malenotti “non dimenticare significa non ripetere, perciò se davvero qualcosa la disumana criminalità nazista ci ha insegnato è che non si può in nessun modo e per nessun motivo calpestare la dignità umana e peggio ancora disporre della vita e della morte di altri uomini. Rivedere le possibilità sulla base delle quali stipulare un accordo con i popoli “rivali” sarebbe forse l’unico passo da compiere in questo senso. Non è forse ora che i conflitti come quello tra Israele e Palestina che dal 1940 ancora non trova una risoluzione, giungano al capolinea? Non può essere altrimenti, basta con gli inutili spargimenti di sangue e con il continuo calpestare i diritti fondamentali dell’uomo.