SOPA, PIPA, ACTA: TUTTI DISEGNI DI LEGGE PER CENSURARE IL WEB

MANUELE MALENOTTI, DOMANI LA PROTESTA CONTRO ACTA: NO BAVAGLIO AD INTERNET

di Helene Pacitto

postato il 10/02/2012 ore 16:07

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“La crisi economica ogni giorno bussa sempre più forte alle nostre porte, il tasso di disoccupazione ha raggiunto livelli storici in molti paesi occidentali: recessione, fallimento e “crac” finanziari sono le ombre con cui dobbiamo convivere. Continua anche lo spargimento di sangue in Africa e in Medio Oriente… e i governi che fanno? – si legge nel blog di Manuele MalenottiTra le principali preoccupazioni hanno quella di garantire la tutela del copyright in rete“.

Mentre il mondo va a rotoli, Stati Uniti, Cina ed Europa sembrano avere un obiettivo comune: mettere un bavaglio ad Internet. Manuele Malenotti ha deciso di parlare di questo spinoso argomento anche in vista del fatto che domani, 11 febbraio comincerà una protesta senza precedenti contro il disegno di legge ACTA.

L’accordo “anti-contraffazione” che oserei rinominare “anti libera circolazione – dice MalenottiSi tratta infatti di una vera e propria censura alla diffusione della cultura sul Web”. “Tutto questo davvero non può essere tollerato, in primis alla luce di quanto appena sottolineato, ovvero delle priorità che riguardano ben altre emergenze. Secondo, poi – continua il post del blog – in base all’evidenza che si tratta di una vera e propria bomba: se dovesse esplodere sarebbe la fine per tutti i grandi passi avanti fatti sinora in termini di libertà di pensiero, informazione, cultura e della loro diffusione”.

“Internet è l’unica vera fonte in grado di dare accesso a informazioni diverse, cosa che sicuramente intimorisce i governi – evidenzia Malenotti nel suo blog –  La domanda che nasce spontanea è: hanno davvero così tanta paura da doversi inventare la lotta alla contraffazione pur di mettere un freno alle nostre libertà?”

“Infatti un conto è la contraffazione – motivo per il quale sono nati i contestatissimi disegni di legge SOPA e PIPA – un conto è difendere la proprietà intellettuale (e non l’autore) e da qui impedire il libero commercio di idee. Infatti non è l’autore ad essere tutelato ma le major ovvero le grandi multinazionali che hanno comprato i diritti, sono loro che ci lucrano!”

“Informare, diffondere la notizia è questo quello che possiamo fare – conclude il post del blog – Per questo ho deciso di catalizzare la vostra attenzione sull’argomento. Come questa, dovremo combattere altre mille battaglie per tutelare le nostre libertà. Loro non si fermeranno nel tentativo di metterci un bavaglio, non possiamo e non dobbiamo fermarci neanche noi”.