di Valeria Mencarelli
postato il 16/02/2012 ore 13:48
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Silvio Berlusconi torna all’attacco. Dopo che il pm De Pasquale nell’ambito del processo Mills ha chiesto la sua condanna a cinque anni, l’ex premier fa sentire le sue ragioni intervenendo prima a Mattino 5 da Maurizio Belpietro e poi scrivendo una lettera al quotidiano Il Giornale. “Ho la coscienza di avere servito in questi anni con tutte le mie forze il mio Paese, e ne sono ripagato con un accanimento da parte di alcuni magistrati di Milano che non ha eguali nella storia. Si vuole distruggere fino in fondo la mia immagine di uomo, di imprenditore e di politico. Solo io posso sapere quanto male ho subito e continuo a subire per avere scelto la strada dell’impegno politico”, spiega Berlusconi nella lettera. Che poi aggiunge un ringraziamento a chi gli sta vicino: “La vicinanza della mia famiglia e di quanti mi vogliono bene e mi conoscono mi dà la forza di continuare la battaglia per il riconoscimento pieno della mia totale estraneità a quanto mi viene addebitato. Spero ancora che giudici integerrimi e devoti unicamente alla legge e alla verità , decidano in piena coscienza e nel pieno rispetto della realtà dei fatti”.
Il Cavaliere da Belpietro ribadisce poi l’accanimento subito: “Tutte le prove dimostrano il contrario; perché dovevo ricompensare un signore che proprio con le sue testimonianze ha fatto in modo che due processi finirono con l’assoluzione? È una tesi che fa a pugni con il buon senso e con le stesse dichiarazioni di Mills che disse di non aver dichiarato le somme al fisco inglese per non pagare le tasse, non date da me ma da Attanasio”. Un processo “basato sul nulla” ha concluso l’ex premier. Che per finire poi interviene anche sul tema del processo Ruby, “un procedimento che – secondo lui – non doveva neppure iniziare” perché “la stessa Ruby ha sempre negato ciò di cui mi si accusa”.