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Brunetta: Spread, “Italia ancora sotto ricatto, elezioni soltanto nel 2018”

 

“Avevamo ragione noi, su tutto. Avevamo ragione noi sull’accordo con Gheddafi, sull`inutilità di sanzioni contro Putin, sul pernicioso asse franco-tedesco, sulla schiforma costituzionale e su quella elettorale, sull`inaffidabilità di Renzi. E potrei andare avanti”.

Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista al “Quotidiano Nazionale”.

Arrivando fino allo spread? “Ah, quello è un grande imbroglio. È l`arma di ricatto che l`Europa tedesca rivolge ai governi non più amici o che vuole condizionare. L`aveva impiegato contro Berlusconi, e adesso lo usa nei confronti di un`Italia che considera riottosa sull`immigrazione o sui conti pubblici”. Ragion per cui è meglio votare ora o nel 2018? Serve un nuovo governo per affrontare la tempesta? “No. Il paese e stremato: è Renzi che vuole andare a votare perché non sta più a Palazzo Chigi. Con lo spread a 200, gli sbarchi dei disperati, l`impatto che avranno l`uragano Trump e la Brexit sull`Europa intera, e con l`Italia al centro di delicatissimi equilibri e mediazioni internazionali nei prossimi mesi (il sessantennale della nascita della Ue a marzo e il G7 a Taormina a maggio) non possiamo permetterci di dire, come lui, muoia Sansone con tutti i filistei. Via Renzi, salviamo l`Italia”.

“La composizione del governo non è delle migliori: è una fotocopia del precedente. Gentiloni, però, è una persona perbene e seria. Noi siamo all`opposizione ma gli abbiamo fatto un`apertura di credito sulle banche come sull`immigrazione, poi dipenderà dall`atteggiamento che il premier terrà verso le nostre proposte”.

Una legge elettorale convincente per voi vale il voto a giugno? “No. Mettiamo davanti a tutto gli interessi del Paese. Renzi si scordi l`avventurismo: già dobbiamo fare i conti, per colpa sua, con la manovra correttiva e con quella autunnale da almeno 40 miliardi di euro”, sottolinea Brunetta.