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INPS: BRUNETTA, DATI DIMOSTRANO DISASTRO ANNUNCIATO, CONFERMATO FLOP JOBS ACT

 
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“Oggi è il turno dei dati INPS a dimostrare il corto respiro del Jobs Act sul mercato del lavoro e i potenziali problemi che può produrre nel medio periodo. Dai dati amministrativi arriva la conferma di quello che i dati statistici avevano già certificato: il mercato del lavoro è sostanzialmente fermo ed addirittura sta virando verso più contratti a termine e meno contratti a tempo indeterminato.
Questo significa che tutti e due i presupposti del Jobs Act (più lavoro, più tempo indeterminato) crollano precipitosamente e che i 20 miliardi spesi sul mercato del lavoro sono stati gettati al vento: 26mila contratti a tempo indeterminato in meno rispetto al 2016, 170mila  in meno rispetto al 2015; oltre 2mila trasformazioni in meno rispetto al 2016, oltre 43mila in meno rispetto al 2015; quasi 140mila contratti a tempo determinato in più rispetto al 2016, oltre 150mila in più rispetto al 2015. Su base annualizzata addirittura 315mila contratti a termine in più.
Queste le cifre del disastro annunciato. Una severa lezione che porta a dire che non si possono fare riforme del mercato del lavoro contro le imprese e contro l’andamento dell’economia. Siamo tra i pochi che hanno sempre sostenuto che questo desiderio di concentrare tutto sul contratto a tempo indeterminato era una follia per le nostre imprese e il nostro mercato del lavoro e che invece andava investito sul capitale umano, sulla flessibilità e sulle transizioni.
Se poi diamo uno sguardo anche alla situazione degli ammortizzatori sociali vediamo un preoccupante aumento delle domande di disoccupazione, anch’esso frutto di una affrettata riforma di questo sistema. E tutto senza che sia partita ancora nessuna nuova politica attiva del lavoro, altra gamba del Jobs Act.
Insomma, il grande flop del Jobs Act appare del tutto confermato. E il tasso di disoccupazione si trova a doppia cifra mentre USA, Regno Unito e Germania fanno una gara a chi scende di più e prima”.