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GOVERNO: BRUNETTA, PER ECONOMIA ITALIANA QUESTA E’ UNA LEGISLATURA PERDUTA

 

 

 

Che legislatura ci lasciamo alle spalle per l’economia italiana? “Una legislatura perduta. D’altronde già partono male le cose, con elezioni senza vincitore nel 2013 e un centro-sinistra che porta a casa un enorme premio di maggioranza grazie a uno 0,37% di vantaggio su di noi nelle urne. Nasce un governo Letta di “larghe intese”, ma il giustizialismo che domina nel Pd consente un accanimento senza precedenti contro Berlusconi, che viene costretto a lasciare il suo seggio al Senato senza che il Presidente del Consiglio trovi il coraggio di opporsi. Così finisce l’accordo di larghe intese e finisce il governo Letta, anche per l’assalto del “rottamatore” Renzi che nel frattempo diventa segretario del partito. Un Letta, sul versante economico, tutto sommato inconcludente, con un ministro come Saccomanni sostanzialmente indeciso a tutto. Unica nota positiva l’eliminazione quasi totale dell’Imu sulla prima casa, frutto anche della nostra pressione quotidiana. Con “Enrico stai sereno” comincia a quel punto la corsa senza meta di Matteo Renzi, mille giorni fondati sull’uso del deficit pubblico come strumento per comprare consenso. Le teoria economica non ha dubbi su questo dai tempi del grande economista britannico David Ricardo: si può fare deficit solo per fare investimenti, guardando al lungo periodo e alla dotazione infrastrutturale del sistema. Sei fai deficit per diminuire le tasse e aumentare i consumi né le famiglie né le imprese reagiscono in modo positivo, poiché prevale un atteggiamento prudenziale in attesa di “stangate” successive. Questo sono gli 80 euro, questo è il Jobs Act. Renzi usa 20 miliardi di deficit aggiuntivo per una manovra di consenso politico, di nessun effetto reale sull’occupazione e sulla crescita”.

 

Così Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, in un’intervista a “Linkiesta”.