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Intervento del Pres. Brunetta in merito all’informativa urgente del Governo sulla vicenda dell’acquisizione da parte di Fincantieri dei cantieri navali STX Saint-Nazaire

 

Signora Presidente. Signor Ministro, lei sa signor Ministro che dall’atteggiamento del suo Governo, nel caso Fincantieri ma non solo, dipende la credibilità del nostro Paese e lei sa che la credibilità è un valore tanto in economia, quanto in politica, soprattutto in politica estera. Nell’arco di quarantotto ore, una settimana fa, il nostro Paese e la nostra credibilità hanno ricevuto due colpi gravissimi: Macron e la Libia, ne abbiamo parlato questa mattina, Macron e Fincantieri. Due schiaffi all’Italia nell’arco di quarantotto ore, con la nostra opinione pubblica assolutamente preoccupata e colpita.

Assurda la nazionalizzazione, come lei ben sa, signor Ministro, perché STX non era, non è un’impresa pubblica che viene privatizzata, bensì un’impresa che i francesi avevano già venduto ai coreani: l’ha richiamato anche lei, il 66,66 per cento. L’operazione, quella della nazionalizzazione, è – per essere eleganti – dubbiosa dal punto di vista del rispetto delle regole europee; ma mi rivolgo al già ambasciatore, io direi che è spudorata nei confronti delle regole europee, signor ambasciatore: perché se il Governo francese avesse eccepito motivazioni strategiche, sarebbe accusabile di protezionismo, visto che il gruppo era già coreano.

Per l’Unione europea, signor Ministro e ambasciatore, le deroghe sono previste solo per ordine pubblico e pubblica sicurezza: non è questo il caso. Se il motivo invece, come è stato detto, è la difesa dei livelli occupazionali, al di là delle garanzie prestate da Fincantieri, allora si tratta di aiuto di Stato. All’ambasciatore ricordo questi due punti.

Cosa sta facendo il Governo italiano? Vede, signor Ministro, non le chiedo ritorsioni: le ha chieste qualcun altro in questo Paese, il presidente del Partito Democratico, a caldo, evidentemente non troppo acculturato rispetto a questi temi e al comportamento corretto che lei ha correttamente delineato. Non servono a niente le ritorsioni! Ma le chiedo: ha sollevato la questione con l’Unione europea? Fincantieri è una società quotata: ha guardato gli andamenti di borsa degli ultimi giorni di Fincantieri? Queste sono perdite secche. A chi dobbiamo chiedere il risarcimento? A chi dobbiamo chiedere i danni? Ripeto: cosa intende fare il Governo Gentiloni, cosa intende fare lei e l’ineffabile Ministro Padoan? Chiederete il rispetto del diritto comunitario e l’apertura di una procedura di infrazione? E non mi si venga a dire che ne discuteremo il 27 di settembre, nell’arco di un’operazione più grande e più bella che pria, l’Airbus: queste sono tutte chiacchiere! Io, se accetta un mio consiglio, da un vecchio professore, signor Ministro, io intanto mi cautelerei con qualche colpo in canna in sede europea: non delle banali ritorsioni di Orfini, quanto in punta di diritto europeo.

O in vista di queste magnifiche sorti e progressive dell’Airbus del mare noi staremo zitti in questi due mesi? Magari lasciando affondare il corso dei titoli di Fincantieri? Vede, signor Ministro ambasciatore, in questa partita o si vince o si perde, non si pareggia. E non si vince o si perde su Fincantieri: vince o perde la credibilità del nostro Paese. Nelle sue mani, nelle mani ahimè del Ministro Padoan e del suo Governo, c’è la credibilità dell’Italia. Noi non lasceremo che l’Italia perda credibilità anche in questa vicenda! Per cui da parte nostra daremo come Parlamento tutto il nostro sostegno, non per banali ritorsioni, ma per una ineccepibile azione in questi due mesi, signor Ministro, in sede europea: procedura di infrazione nei confronti della Francia. Anche perché così alla trattativa del 27 il suo Governo, il suo Dicastero, la sua persona saranno dotati di un maggior potere contrattuale