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LAVORO: BRUNETTA, POCO DA GIOIRE, FALLIMENTO JOBS ACT E ZERO POLITICHE ATTIVE

 

“Ancora una volta l’Istat mette in crisi con i suoi dati le politiche del governo ed ancora una volta i ragazzi del Pd dimostrano che non hanno studiato o lavorato. Non vi dovrebbe essere troppa fiducia quando i dati di oggi dicono che la crescita degli occupati avviene a ritmi meno sostenuti che nei precedenti trimestri. Ed infatti 78mila occupati in più in un trimestre con tutti gli incentivi messi a disposizione non possono essere considerato un risultato! Se poi l’incremento degli occupati è dovuto per l’80 per cento all’aumento di quelli a termine, non sembra un buon risultato per il Jobs act, che doveva trasformare tutti i contratti a tempo indeterminato”.

Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

“È, poi, preoccupante la diminuzione dei flussi da contratto a termine a contratto indeterminato, altro obiettivo del Jobs act. Altrettanto negativo è il crollo degli indipendenti, se ancora ne è sopravvissuto qualcuno. Drammatica continua ad essere la situazione della disoccupazione, particolarmente quella giovanile, con una distanza record dagli altri paesi europei.

Infine, il dato Istat dimostra il vuoto delle politiche attive: la strada maestra nella ricerca di lavoro è la segnalazione, altro che centri per impiego e assegno di ricollocazione. E aumenta, prevedibilmente ma drammaticamente, il divario territoriale Nord-Sud, con la situazione del mezzogiorno che peggiora nonostante i variegati Patti regionali o municipali siglati dal governo Renzi-Gentiloni, altro esempio di imbroglio contabile.

Vi è poco da gioire per un poco di occupazione in più, perché il quadro rimane sempre nero e i ritardi strutturali del Paese non sono certo stati recuperati”.