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UE: BRUNETTA, GENTILONI-PADOAN ASSENTI, SI RAFFORZA ASSE FRANCO-TEDESCO

 

 

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Nuove, pessime notizie per l’Italia giungono da Bruxelles. Sulla riforma dell’architettura economica europea, attualmente in discussione nelle istituzioni comunitarie, la Commissione ha infatti accettato in toto il pacchetto di proposte presentato dalla Germania per il tramite del suo ex ministro delle Finanze, Wolfgang Schauble. In particolare, è passata la volontà di Berlino di trasformare l’European Stability Mechanism (ESM), il fondo europeo Salva-stati, nel nuovo Fondo Monetario Europeo, una istituzione che avrà il potere discrezionale di concedere fondi ai Paesi in difficoltà in cambio di riforme economiche, di creare un super-ministro del Tesoro europeo, di creare un bilancio della zona euro all’interno del bilancio comunitario con funzioni di sostegno alle riforme e, infine, di integrare il Fiscal Compact nella legislazione comunitaria. Grazie a queste modifiche, il nuovo ESM guidato dall’asse franco-tedesco avrà praticamente un potere di controllo illimitato sulle finanze pubbliche degli Stati membri.

Per come si sta delineando, la nuova governance europea rappresenta quanto di peggio l’Italia potesse auspicare, visto che le nuove istituzioni avranno il potere di imporre al nostro paese riforme draconiane, sotto il ricatto di tagliare le risorse nel caso queste non venissero adottate. Se consideriamo il pessimo stato in cui i nostri conti pubblici attualmente versano, per effetto delle politiche economiche disastrose fatte nell’ultima legislatura dai governi di centro-sinistra, c’è davvero di che preoccuparsi. 

Le proposte da noi avanzate, relative alla creazione di un super-ministro dello Sviluppo Economico al posto di un super-ministro del Tesoro, l’utilizzo dei fondi ESM in chiave di sviluppo sociale ed infrastrutturale, soprattutto del Mezzogiorno, e la creazione di strumenti finanziari europei come gli Eurobond, sono state tutte bocciate. Meno Europa dei popoli, come auspicavamo noi, e più Europa dei burocrati, come vogliono Francia e Germania.

Purtroppo, in questa battaglia con la quale si delinea il futuro della Unione Europea per i prossimi decenni, l’Italia non ha toccato palla, per colpa di un primo ministro come Paolo Gentiloni e di un ministro dell’economia come Pier Carlo Padoan che non hanno avuto né le idee né il coraggio di opporsi allo strapotere politico di Germania e Francia. Non ci risulta, infatti, che nelle riunioni tenutesi a Bruxelles, i due abbiano avanzato alcuna proposta o che abbiano battagliato sulle proposte tedesche. Anche sul fronte europeo, quindi, il governo Gentiloni si è rivelato essere schiavo dei diktat di Emmanuel Macron e di Angela Merkel, dai quali hanno ottenuto in cambio soltanto qualche piccolo sconto sul deficit. Una assenza e una sudditanza che l’Italia è purtroppo destinata a pagar cara”.