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CONTI PUBBLICI: BRUNETTA, “PREOCCUPAZIONE UE PER DEBITO ITALIA, CHE FARANNO SALVINI-DI MAIO?”

 

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“Mentre gli italiani stanno aspettando, ormai da giorni, il programma economico da libro dei sogni a firma Lega a Movimento Cinque Stelle, a non aspettare è il nostro debito pubblico, che lo scorso marzo è tornato a crescere di +15,9 miliardi di euro, riportandosi sopra la soglia dei 2.300 miliardi, esattamente a 2.302 miliardi. Il nostro debito si riavvicina così pericolosamente al record storico del luglio 2017, quando arrivò a toccare un livello pari a 2.308 miliardi.

Una notizia da leggere con apprensione, soprattutto considerando che i recenti dati sulla crescita del Pil e sulla produzione industriale relativi al primo trimestre dell’anno sono decisamente inferiori alle attese e lasciano presagire un 2018 difficile per la nostra economia. Tra gli altri effetti negativi che la riduzione della crescita può comportare, c’è il peggioramento dell’indicatore più importante sullo stato di salute delle nostre finanze pubbliche, quello del rapporto debito/Pil, che, dopo questi dati, rischia di dover essere rivisto nuovamente al rialzo.

La delicata situazione del debito pubblico italiano sta preoccupando non poco le istituzioni europee, che oggi, tramite il vicepresidente della commissione Europea, Valdis Dombrovskis, hanno lanciato un duro monito sulla necessità da parte dell’Italia di ridurre la montagna di debito e rispettare il percorso di rientro dall’eccessivo deficit concordato con Bruxelles. Il vicepresidente Dombrovskis ha lanciato anche un avvertimento a Matteo Salvini e Luigi Di Maio, dichiarando che “l’approccio alla formazione del nuovo Governo e l’approccio rispetto alla stabilità finanziaria deve essere quello di rimanere nel corso attuale, riducendo gradualmente il deficit e riducendo gradualmente il debito pubblico”.

A rincarare la dose, nei già tesissimi rapporti tra il tandem Lega – Movimento Cinque Stelle e i funzionari europei, sono arrivate anche le parole di Jirki Katainen, vicepresidente della Commissione, il quale ha affermato di non vedere “segnali che gli Stati membri vogliano cambiare le regole o concedere eccezioni a Stati membri” sul Patto di Stabilità e Crescita, confermando che la Commissione è “guardiano dei trattati” e che “tutte le regole del Patto di Stabilità e Crescita si applicano” anche all’Italia.

Cosa faranno Matteo Salvini e Luigi di Maio dopo le parole di Dombrovskis e Katainen? Entreranno in uno scontro aperto, senza precedenti, con la Commissione Europea, senza aver alcun alleato a Bruxelles e rischiando di esporre l’Italia ad una durissima rappresaglia dell’Europa, o proseguiranno nel tentativo di formare un nuovo governo ma rinunciando al loro programma economico sfora-debito? Dopo l’ultimatum europeo, i due leader dovranno prendere una decisione definitiva già nelle prossime ore, perché il tempo per le parole sembra ormai essere finito”.