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GOVERNO: BRUNETTA, “PERMANENZA IN EURO-UE NON PUO’ ESSERE MESSA IN DISCUSSIONE”

 

Commissione-Europea1

 

“Nonostante i molti errori compiuti dai governi di centrosinistra che si sono succeduti nella passata legislatura, in particolare quello di aver puntato su politiche di tipo “tassa e spendi”, l’Italia resta comunque avviata su un percorso virtuoso che dovrebbe consentirle di raggiungere il pareggio di bilancio strutturale a partire dal 2020. Una condizione necessaria per permettere finalmente una discesa consistente dell’enorme montagna di debito pubblico, che proprio ieri ha superato di nuovo quota 2.300 miliardi, e per rassicurare i detentori di BTP sulla stabilità dei nostri conti pubblici, all’approssimarsi dell’importante appuntamento con la cessazione del programma straordinario di acquisto di titoli di Stato da parte della Banca Centrale Europea, fissato tra fine settembre e fine dicembre.

Relativamente all’obiettivo di riduzione del debito pubblico, purtroppo gli scorsi governi non hanno fatto degli sforzi elevati, considerando che l’Italia non ha mai rispettato, dalla sua entrata a regime nel 2015, la regola del debito, in nessuna delle sue configurazioni. Da questo punto di vista, la Commissione aveva rilevato già lo scorso anno che le condizioni macroeconomiche sfavorevoli, soprattutto quelle dovute al basso livello di inflazione, non possono più essere considerate come una circostanza attenuante per spiegare il mancato risanamento di bilancio da parte dell’Italia e il forte divario previsto rispetto alla regola del debito per i prossimi anni. Per poter venire incontro alle richieste della Commissione, basterebbe fare quello che i passati governi non hanno fatto: una seria operazione di spending review, mirata a colpire soprattutto gli sprechi della pubblica amministrazione, in particolare nel processo di procurement, e una pervasiva operazione di privatizzazione delle società partecipate dal Tesoro e di alienazione del patrimonio pubblico, attraverso la costituzione di un veicolo finanziario entro cui far confluire gli asset da alienare.

La permanenza nell’Euro e nell’Unione Europea non possono essere messe in discussione, nonostante Forza Italia abbia sempre sostenuto che sia necessario cambiare alcune norme sul funzionamento della governance economica, che finora hanno dimostrato di non avere funzionato correttamente. L’occasione per farlo sarà rappresentata dal prossimo Consiglio Europeo di giugno, al quale l’Italia rischia però di parteciparvi senza un governo pienamente legittimato, con la conseguenza di essere lasciata ai margini dei tavoli decisionali. Anche nell’ultimo DEF, il Governo di Paolo Gentiloni non ha scritto alcuna proposta di riforma della governance comunitaria da presentare al Consiglio di giugno, confermando l’atteggiamento di completo disinteresse per il processo di riforma che, purtroppo, ha marginalizzato l’Italia nei consessi europei”.