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GOVERNO: BRUNETTA, “CONTRATTO LEGA-M5S E’ LIBRO DEGLI INCUBI TANTO GENERICO QUANTO INATTUABILE”

 

CONTRATTO GOVERNO LEGA-M5S

 

“Da una attenta analisi compiuta sul Contratto di Governo sottoscritto da Lega e  Movimento Cinque Stelle, abbiamo osservato che, dal punto di vista giuridico, le clausole e gli intenti vagheggiati dal documento, prima ancora che incostituzionali, sono privi di ogni consistenza, risolvendosi in un “libro degli incubi”, tanto generico quanto inattuabile. Il rischio è evidente: di fronte a un sedicente “Contratto di governo”, il quale in realtà non è altro che un programma elettorale populista e pieno di azzardi, si rischia di consegnare il Paese a una Legislatura di campagna elettorale permanente.

Il campionario dell’illegittimità e dell’inopportunità è vasto e variegato.

Ogni proposta enunciata nel Contratto, la gran parte delle quali implica ingentissimi esborsi di risorse pubbliche, è drammaticamente priva di copertura finanziaria, e dunque in contrasto con l’art. 81  della Costituzione, ai sensi del quale “ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte”. Nessuna delle ambiziose finalità descritte è supportata dall’indicazione delle risorse per farvi fronte. Solo nell’introduzione, è prevista una sorta di clausola generale “di finanziamento omnibus”, risolta nella frase del “recupero di risorse derivanti dal taglio agli sprechi, [del]la gestione del debito e [di] un appropriato ricorso al deficit”. Le previsioni di più stretta natura economico-finanziaria, a partire da quella sulla sterilizzazione delle clausole IVA, sono le più vaghe. E’ ridicolo pensare di assicurare copertura finanziaria alla sterilizzazione dell’aumento dell’IVA, alla flat tax, alla riforma della Fornero, al reddito di cittadinanza, all’eliminazione di una parte delle accise sulla benzina, agli investimenti in infrastrutture, all’incremento della spesa in ricerca, università e scuola, alla costruzione delle carceri, agli investimenti per la ristrutturazione della rete idrica, alla creazione del ruolo dei magistrati tributari, ecc.

Dalla lettura del documento, è poi assolutamente impossibile, pur con la più elevata dose di buona volontà, comporre le molteplici misure proposte in un quadro razionale e coerente. Non si vede come possano convivere fra loro – per fare alcuni esempi – la riduzione dell’affollamento carcerario e l’atteggiamento “pan-penalistico”, segnato dalla riespansione delle fattispecie penali e dall’inasprimento delle sanzioni; come possa conciliarsi l’esorbitante impegno di spesa sotteso alle molteplici misure previste nel Contratto, con l’impegno a rispettare le regole europee; a combattere l’evasione ed eliminare le forme di accertamento presuntivo; a ridurre i costi della politica e incentivare l’uso dell’istituto referendario, che è lo strumento di maggior costo. E l’elenco potrebbe continuare a lungo, per tanti punti quanti sono quelli enunciati nel programma”.