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GOVERNO: BRUNETTA, “CONTRATTO GIALLO-VERDE GENERICO, ANTIDEMOCRATICO E INCOSTITUZIONALE”

 

salvini_dimaio

 

“L’atteggiamento inquisitorio verso le pensioni più elevate presente nel Contratto di Governo di Lega e Movimento Cinque Stelle, di cui si propone un taglio draconiano, è del tutto all’oscuro della cospicua giurisprudenza della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell’uomo, che ammette solo in casi eccezionali la riduzione dei trattamenti pensionistici già in essere, attribuendo un peso fondamentale al legittimo affidamento del pensionato, ritenendolo un “principio fondamentale di civiltà giuridica”. Civiltà giuridica cui forse non appartengono i contraenti dell’accordo qui in discussione.

Sulle riforme istituzionali, il tema non dovrebbe essere oggetto di contratti o accordi tra le sole forze di maggioranze, ma oggetto di confronto e condivisione con le forze di opposizione. Passando al merito, suscita un sorriso l’intento di eliminare semplicemente il divieto di mandato imperativo, evocando come metro di paragone l’esperienza della Costituzione portoghese che è il frutto di una situazione storico-politica non comparabile alla nostra. Ancor più risibile è l’intento di promuovere il ricorso al referendum e aumentarne il “peso istituzionale”: anzitutto, il referendum costa, e la presunta diffusione dei referendum non ha alcuna copertura finanziaria; in secondo luogo, si vuole aumentare il peso del referendum rimuovendo il quorum strutturale, ottenendo il risultato esattamente opposto, del tutto contrario alla democrazia rappresentativa, perché si consente a piccole minoranze, anche inconsistenti, di porre nel nulla le determinazioni assunte dai soggetti che rappresentano in Parlamento la maggioranza dei cittadini.

L’accordo si presenta, infine, estremamente generico: se da un lato, impedisce di formulare osservazioni critiche dal punto di vista giuridico, dall’altro presenta un aspetto pericoloso dal punto di vista istituzionale, perché sposta sulla Commissione di conciliazione le decisioni concrete, ponendo l’azione di Governo sotto tutela. L’incostituzionalità è tanto più grave, se si considera che le decisioni potrebbero riguardare la stessa composizione del Governo: le norme sul conflitto di interesse e sul cd. “codice etico” sono così generiche e indefinite da consentire le più diverse interpretazioni e lasciano sostanzialmente a questa sorta di comitato direttivo un potere decisorio sulla stessa permanenza in carica dei Ministri e dei vari componenti del Governo. Le poche previsioni che hanno un maggior livello di dettaglio – come la previsione di un Daspo perpetuo che dovrebbe impedire per chi è stato condannato definitivamente per un reato di tipo corruttivo contro la PA alla perpetua incapacità a contrarre con la PA – sono palesemente incostituzionali per violazione del principio che impone il carattere rieducativo della pena”.