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“PAROLE DI TRIA APPREZZATE DA MERCATI, CHE FARANNO CONTE-DI MAIO-SALVINI?”

 

Tria

 

“Anche oggi, la grande stampa finanziaria internazionale si è occupata in maniera molto interessata del caso italiano e della retorica con la quale il governo Lega – Movimento Cinque Stelle ha conquistato l’elettorato italiano, portandolo ad essere, in poco tempo, il più euroscettico dell’intera Unione Europea, secondo gli ultimi dati forniti dall’Eurobarometer Survey. Un editoriale di Wolfgang Munchau pubblicato dal Financial Times ha ben descritto il rischio di come il continuo raccontare favole agli elettori rischia di portare all’esplosione dell’eurozona.

La retorica populista della nuova maggioranza è stata tutta improntata, all’inizio, all’antieuropeismo, con proposte radicali come l’uscita dell’Italia dall’euro e dalla Unione Europea. Queste proposte, una volta circolate tra gli investitori istituzionali, hanno provocato il crollo della Borsa di Milano e l’impennata dello spread, con il rendimento sui BTP decennali che ha sfondato la soglia del 3.0%. I grandi hedge funds americani, come riportano gli ultimi dati della Consob, hanno tutti al ribasso sul nostro paese, sulla base della credenza che le ricette economiche di Lega e Cinque Stelle possano rendere insostenibili le finanze pubbliche italiane.

A rassicurare gli investitori, è intervenuto fortunatamente il neo ministro dell’economia Giovanni Tria, il quale ha dichiarato alla stampa che “non è in discussione alcun proposito di uscire dall’euro” e che “i nuovi conti saranno coerenti col fine di ridurre il rapporto debito/Pil”. Il ministro Tria quindi, ha voluto da subito dire la sua sulle materie di sua competenza, riguardanti il futuro dell’Italia nella moneta unica e il percorso di risanamento dei conti pubblici, con la lotta all’enorme montagna di debito pubblico lasciata in eredità dagli ultimi governi di centrosinistra come principale obiettivo. L’intervista del ministro è seria ed opportuna, ed ha avuto come principale obiettivo quello di voler rassicurare i mercati finanziari in un momento in cui essi stavano formulando delle aspettative molto forti sulla volontà dell’Italia di non rispettare le regole di bilancio comunitarie e di non voler ridurre il debito pubblico, preparandosi a punire il nostro paese per queste scelte.

L’uscita tempestiva del ministro Tria ha avuto effetti benefici sui mercati finanziari. Lo ha subito voluto ricordare l’agenzia Bloomberg, scrivendo di come la Borsa italiana abbia subito spiccato il volo dopo l’impegno del ministro a restare nell’euro, e di come la valuta comune sia tornata ad apprezzarsi nei confronti del dollaro. I mercati azionari italiani stanno registrando il maggior guadagno dallo scorso febbraio “dopo che Tria ha detto al Corriere della Sera che non c’è alcuna discussione su nessuna proposta di lasciare la valuta comune e che il governo bloccherà qualsiasi condizione di mercato che spingesse in direzione dell’uscita”, ha riportato la principale agenzia finanziaria americana.

Come riconosciuto da molti analisti, tuttavia, i commenti di Tria rischiano solo di provocare effetti benefici di breve periodo, se alle parole del ministro non corrisponderà un comportamento coerente da parte di Lega e Movimento Cinque Stelle, che hanno proposto un programma economico quantificato in oltre 100 miliardi di euro e che si pone in evidente contraddizione con le rassicurazioni di Tria di voler rispettare il percorso di risanamento dei conti pubblici, che prevede l’azzeramento del deficit strutturale nel 2020. La volontà, più volte dichiarata, da parte di Matteo Salvini e Luigi di Maio di voler avvicinarsi, o addirittura sfondare, la soglia del 3.0% del rapporto deficit/Pil e, quindi, ricorrere ad ulteriore indebitamento per finanziare il loro programma di spesa pubblica, non è compatibile con quanto concordato in sede europea e, ancora più importante, con il giudizio positivo dei mercati finanziari, che hanno già fatto capire quale posizione intendono sostenere, ovvero quella del ministro Tria.

E’ quindi fondamentale capire se il Presidente del Consiglio Conte, Matteo Salvini e Luigi di Maio intendano confermare le loro politiche populiste di spesa, di allontanamento dall’Unione Europea e di sfida aperta agli investitori istituzionali, oppure abbandonare la loro retorica e le loro promesse inattuabili e stare dalla parte dell’Italia, sostenendo le posizioni del ministro Tria, già apprezzate dai mercati finanziari”.